Guardare i video di Veoh su Linux

Veoh è tra i servizi di video sharing più popolari, tuttavia tra gli utenti Linux la sua fama è tristemente nota a causa dell’incompatibilità con il sistema operativo open source.

Fino a poco tempo fa era possibile utilizzare veohproxy e bypassare il limite dei 5 minuti imposti dal sito, ma recentemente tale metodo ha smesso di funzionare e il creatore non intende apportare modifiche al progetto, almeno per il momento

I don’t have time to do this right now and probably won’t have during the next few
months. I’ll have to write my thesis. Sorry…

Che dire, anche questo è il bello del software libero.

L’alternativa

Innanzitutto è necessario installare Firefox 3.5 per Windows con l’ultima versione disponibile di Wine e successivamente scaricare l’applicazione per Windows di Veoh

Scarica Veoh Web Compass

e procedere alla sua installazione.

I comandi da lanciare sono semplici

wine "Firefox Setup 3.5.exe"

wine VeohVideoCompassSetup_eng.exe

Qualche immagine che comprova il funzionamento del programma

Adesso non rimane che recarsi con FF 3.5 per Windows sul video che ci interessa e

  • Guardare il filmato direttamente dal sito con il plugin flash
  • Scaricarlo e poi aprirlo con il proprio player preferito

In quest’ultimo caso bisogna associare in Firefox l’applicazione corretta per l’apertura dei link di Veoh nell’apposita finestra che apparirà alla pressione del tasto di download sotto il video prescelto.

C’è nessuno?

Personalmente, viste le scarse prestazioni del primo approccio preferisco utilizzare il secondo, sebbene per la maggior parte delle volte si tratterà di scaricare e cancellare il file immediatamento dopo la visione.

La soluzione proposta non è certo elegante né tantomeno conveniente, soprattutto in termini di risorse impegnate, dunque se qualcuno fosse in grado di ristabilire la compatibilità di veohproxy con la nuova versione di Veoh farebbe un regalo prezioso alla comunità ;)

Anime che seguo: Eden of the East

Quando ho un po’ di tempo libero, tra le mie tante passioni, mi diletto a guardare anime giapponesi, molti dei quali ancora non hanno visto la luce in Italia.

Oggi vorrei farvi partecipi di una serie di cartoni che ho trovato molto interessante e che consiglio a tutti di procurarsi.

Come avrete intuito dal titolo del post, il suo nome è Eden of the East.

La sigla iniziale

La trama

e_o_t_eLunedì 22 novembre 2010 dieci missili colpiscono il Giappone, senza mietere alcuna vittima. Tale giornata verrà in seguito ricordata come  “Careless Monday”. Tre mesi dopo Misaki Mori, una studentessa giapponese in viaggio a New York, si imbatte per caso in un ragazzo dall’identità sconosciuta davanti la Casa Bianca, nudo e solo con un cellulare ed una pistola in mano, che la salva da un’incomprensione con la polizia. I due rientrano in Giappone, ma il ragazzo si darà ben presto alla ricerca della sua identità.

Senza andare a svelare troppi dettagli della storia, il protagonista si ritroverà all’interno di un perverso gioco mortale organizzato da un fantomatico Mr. Outside. Quest’ultimo ha scelto dodici persone dotandole di un cellulare ed un credito di 10 miliardi di yen ( un sistema chiamato Noblesse Oblige ), incaricando tale Selecao ( così vengono chiamati i prescelti ) di salvare il Giappone. Dall’altro capo del telefono risponde Juiz, una concierge che esaudirà ogni richiesta dei possessori dello speciale telefono, scalando di volta in volta il credito a disposizione.

Ma le regole di questo gioco sono alquanto spietate e ben presto ci si ritroverà coinvolti in una spirale di eventi imprevedibili.

Perché mi piace

Eden of the East è veramente un anime originale, visivamente piacevole e con una trama che tiene con il fiato sospeso fino all’ultimo episodio.

Ha una colonna sonora di tutto rispetto e la canzone dell’intro è nientemeno che Falling Down degli Oasis.

E voi, cosa fareste con un telefono che esaudisce ogni vostra richiesta e 10 miliardi di euro?

Video bianco con SKype e i driver open ATi

Dall’installazione di Jaunty sul mio portatile sono oramai trascorse due settimane, ma solo da un paio di giorni a questa parte  sono riuscito a passare un po’ più di tempo davanti allo schermo.

Oggi, approfittando di una lunga e piacevole conversazione con Luca aka neon aka facciocose aka “sceglitiunnicketienitiquello” ho provato ad effettuare una chiamata video con Skype, purtroppo senza successo in quanto non riuscivo a visualizzare il video del mio simpatico quanto arguto interlocutore.

Tutto quello che ottenevo era una schermata bianca all’interno della finestra del programma, nonostante non ci fossero problemi dall’altra parte della linea.

Dopo svariati tentativi di risolvere il problema disattivando il disattivabile, riavviando il riavviabile e bestemmiando il bestemmiabile ho cercato qualche riscontro in rete.

La ricerca in realtà non è stata immediatamente proficua ma, spulciando tra le pieghe del forum per gli sviluppatori di Skype, l’ intervento di un utente è stato particolarmente illuminante.

Infatti la mia configurazione comprende una scheda ATi che utilizzo con i driver open source e potrebbe capitare che venga modificato un settaggio di Xv, il quale va poi a cozzare con la ricezione del video in Skype.

L’unico modo per ripristinare il corretto funzionamento della videochiamata è quello di andare a modificare tale valore.

Per fare ciò è sufficiente installare l’utility xvattr

sudo apt-get install xvattr

e poi nel terminale digitare il comando

xvattr -a XV_AUTOPAINT_COLORKEY -v 1

che ripristinerà il corretto funzionamento del video in ricezione, previo riavvio di Skype.

Così, alla fine, mi sono potuto godere l’installazione in diretta da parte di Luca aka neon aka facciocose aka “èmegliochenonloscrivo” di Arch nel suo meraviglioso splendore :P

P.s. Chi non muore si rivede, anzi si rilegge ;)

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Ear Candy, si intravede il Compiz per l’audio

Immaginate la scena.

State ascoltando della buona musica con il vostro lettore multimediale preferito ed arriva una chiamata su Skype alla quale volete rispondere.

Cosa fate?

Innanzitutto vi posizionate sulla finestra del player, cliccate su pausa o cercate lo slider del volume per abbassarlo al minimo e poi premete il bottone per rispondere. Una volta terminata la conversazione fate le stesse operazioni all’inverso.

E se invece all’arrivo della chiamata il volume si abbassasse automaticamente con un gradevole effetto di fade per poi ritornare normale quando avete finito di parlare? Non sarebbe fantastico?

Ear Candy permette tutto questo su Linux, più qualcos’altro.

Come funziona Ear Candy

Una cosa del genere è possibile grazie alla capacità di Pulse Audio di gestire separatamente i volumi delle applicazioni ed all’intelligente meccanismo messo a punto dallo sviluppatore di Ear Candy.

Infatti il programma fa uso dei nomi degli stream di Pulse Audio, di quello di applicazioni e finestre ed infine del focus di quest’ultime che, insieme ad una serie di profili per determinarne il comportamento, dà un risultato davvero strabiliante.

Ho registrato un video per dare un’idea di cosa è capace Ear Candy

Interessante, vero?

Inoltre, nel caso in cui si voglia ad esempio vedere un video mentre si sta già ascoltando della musica, nel momento in cui si preme play il volume della canzone si abbassa proprio nello stesso modo descritto in precedenza, per poi essere ripristinato alla fine della visione o quando si riporta in primo piano il player audio e viceversa.

Installare Ear Candy

Per installare Ear Candy bisogna procurarsene il codice dal suo repository utilizzando bzr, se non lo avete installatelo ( Ubuntu: sudo apt-get install bzr )

bzr branch lp:earcandy/0.3

per poi recarsi nella cartella di destinazione e lanciare

./ear_candy

Ricordatevi poi ogni tanto di lanciare un bzr pull per aggiornare il codice con le nuove revisioni.

La piccola utility posiziona una icona nella traybar, dalla quale si accede al pannello delle opzioni

ear_candy_preferences

La finestra delle preferenze permette di configurare il comportamento delle applicazioni già presenti ( ad esempio il volume di entrata ed uscita ) ed aggiungerne di nuove.

Per adesso sono disponibili solamente 3 profili:

  • Music Player
  • Video Player
  • Phone Call Application

ma sulla pagina di launchpad dedicata al progetto viene espressa la volontà di allargare la lista.

Aggiungere un’applicazione

Inserire il proprio lettore audio o video preferito è molto semplice.

Bisogna innanzitutto averlo avviato facendogli riprodurre un qualunque file, in modo che Ear Candy lo riconosca tra gli stream di Pulse Audio attivi.

Il mio consiglio è poi quello di usare il campo Command nella sezione Advanced Options, immetendo il comando corrispondente al programma che si desidera aggiungere.

smplayer_ear_candy

Nell’immagine potete notare una casella di spunta in basso, dal nome By Window Position. Ebbene, questa opzione fa sì che il fade dell’audio cambi anche a seconda di dove è posizionata la finestra sul desktop. E’ divertente giocarci un po’, ve l’assicuro :D

Se dopo aver giocato con le opzioni Ear Candy non dovesse più partire, dovrete ricominciare tutto da capo cancellando la cartella .config/Ear\ Candy/ ( scritta così per via dello spazio tra una parola e l’altra nel nome della cartella ) situata nella vostra home.

Considerazioni

L’effetto creato da Ear Candy è uno degli scenari che Pulse Audio avrebbe dovuto gestire sin dalla sua nascita, un proposito già dichiarato in passato ma mai trasformatosi in realtà.

Certamente possiamo definire Ear Candy una sorta di Compiz per l’audio, almeno per ciò che concerne la sua limitata funzione.

Pulse Audio ne ha di strada da fare per diventare una realtà fruibile nella maggioranza delle combinazioni hardware/software, ma come avete visto è già possibile sfruttarlo per sviluppare idee creative che ci portano qualche passo avanti rispetto agli altri sistemi operativi desktop.