Al chiaro di luna

Nei prossimi giorni verranno sicuramente spesi fiumi di parole sull’uscita di Moonlight 1.0, l’implementazione Mono di Microsoft Silverlight scritta per la piattaforma GNU/Linux, recentemente resa disponibile come plugin per Firefox.

Ancora in uno stato che almeno dalle prime impressioni definirei embrionale, Moonlight supporta le specifiche Silverlight 1.0 ( una lista per provarne qualcuna ) e nella versione precompilata manca di alcune funzioni, come per esempio la riproduzione di video, implementabili però compilando da sorgenti. Ho provato e cestinato l’estensione dopo pochi minuti per due motivi:

  1. Non ho alcuna ragione di tener installato un software che non mi serve
  2. Non è completamente compatibile con l’ultima versione di Firefox, problema parzialmente aggirabile con un script per Greasemonkey

Nessun preconcetto, ma è lampante che in giro non ci siano molte applicazioni atte a funzionare con Silverlight/Moonlight e, finchè non vi sarà una reale esigenza, non mi sogno neanche di installare un’altro plugin che mina l’instabilità del programma che uso in assoluto più di tutti, ovvero il browser web. Ci pensa benissimo da solo il Flash player a darmi parecchi grattacapi.

Mi sembra quasi di poter già leggere le polemiche che andranno sempre più montando sulle pagine dei blog, in special modo quelle dei Linux addicted più convinti, e che probabilmente non aggiungeranno nulla di interessante alla conversazione…e potevo esimermi dal parteciparvi? :D Prese di posizione a parte, spero solo che in questo marasma di discordanti opinioni possa nascere qualche coinvolgente spunto di discussione. E voi come la pensate?

Dunque, almeno per adesso, l’unico chiaro di luna ad illuminare il mio computer sarà rappresentato dalla note di un genio

Brr…fa molto Resident Evil, nevvero? :D

WorldWide Telescope, svelato il progetto segreto di Microsoft

Aggiornamento 13/5/2008

Worldwide Telescope è finalmente disponibile per il download, andate a provarlo e condividete le vostre impressioni ;)

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Come promesso Microsoft ha svelato il progetto segreto a cui stava lavorando.

Complici una serie di coincidenze ( la concomitanza con il lancio di Windows Server 2008 e dei software gratuiti di sviluppo ), in molti avevano dato per certo che si trattasse di qualcosa legato all’opensource, e come avevo ipotizzato non è così. La strabiliante applicazione che ha commosso Scoble ha finalmente un nome: WorldWide Telescope.

WorldWide Telescope Logo

Qualche dettaglio ce lo forniscono lo stesso Scoble e le FAQ presenti sul sito ufficiale:

  1. Il software è dedicato allo scomparso Jim Gray ed è un progetto iniziato nel 2002
  2. Per adesso gira solamente sotto Windows ed è scritto in C#/.Net
  3. E’ gratuito, ma al momento disponibile solamente per pochi eletti. Se ne saprà di più al Microsoft Tech Fest
  4. Conterrà terabyte e terabyte di dati provenienti da diversi telescopi
  5. Probabilmente trarrà vantaggio dalla tecnologia alla base di Photosynth e verrà mosso da quello che viene chiamato Microsoft Visual Experience Engine

A detta di chi lo ha visto in azione il software in questione cambierà radicalmente la visione dell’universo che ognuno di noi possiede, basta guardare le facce dei ragazzi che lo hanno provato nel video proposto sul sito di WorldWide Telescope che ripropongo qui

Non vi sono ancora immagini, tranne una piccolissima preview che campeggia nella pagina dedicata alle FAQ del programma, ma che non rende per niente l’idea del movimento possibile tra le galassie

Preview WorldWide Telescope

Attendiamo fiduciosi di poter mettere le mani sopra a WorldWide Telescope per poter fare Ooooh! anche noi e vedere cosa abbia di innovativo rispetto a Google Sky o Stellarium.

Aggiornamento:

E’ possibile vedere un video del programma all’opera durante la presentazione al TED.

Streaming Download

Qualche immagine che ho preso dal video

WWT Screen 1 WWT Screen 2 WWT Screen 3 WWT Screen 4

Un indicibile segreto da nascondere a tutti i costi

Segnatevi sul calendario questa data: 27 febbraio 2008. No, non è l’ennesima profezia sulla fine del mondo, ma potrebbe essere qualcosa che cambierà la nostra intera esistenza.
Il tutto parte da un misterioso post di Robert Scoble nel quale rivela di aver avuto accesso ad uno strepitoso progetto che sarà annunciato nella data sopra indicata e su cui si potrà mettere le mani il 3 marzo 2008. Un qualcosa che gli ha suscitato profonda commozione soprattutto, sottolinea, se si parla di Microsoft. Scoble inoltre afferma che non avrebbe senso rivelare ciò che ha visto se non contestualmente ad un video dimostrativo che rafforzi le sue parole.
Ma a cosa si sta riferendo Scoble? Cosa sta per essere lanciato da Microsoft di così rivoluzionario? Perché creare questa hype?

Le ipotesi sono tante, ragioniamoci un po’ sopra.

Istartedsomething ha ricollegato ciò di cui parla Scoble alla comparsa di una strana pagina sul sito Microsoft, sulla quale capeggia questa immagine

Il mistero di Microsoft

Particolarità di questa pagina è che è accessibile sia dall’url originale ( http://www.microsoft.com/opensource/heroes/default.mspx ) che dall’indirizzo www.opensourcehero.com. Quindi potremmo pensare a qualcosa collegato al mondo opensource. Sul IlSole24ore si sospetta addirittura che tutto sia uno specchietto per le allodole al fine di attirare l’attenzione degli amanti del software libero.

Dobbiamo aspettarci qualche stupefacente cambio di direzione? Vedremo, ma questa campagna sembra più essere collegata al lancio di Windows Server 2008, Visual Studio 2008 e SQL Server 2008 che guardacaso avviene lo stesso giorno. Possiamo infatti notare nell’immagine sottostante la somiglianza tra i due loghi

Secure your data

ed una conferma ci arriva da un post di Kevin Schofield che racconta dettagliatamente la visita di Scoble ai laboratori Microsoft.

Sembrerebbe dunque che le due cose non siano collegate, ma non ci metterei la mano sul fuoco, vediamo perché.

Cerchiamo qualche altro indizio…Nel post di Scoble leggiamo due nomi, Curtis Wong e Jonathan Fay, entrambi lavorano al Next Media Group a capo di un piccolo gruppo di sviluppatori.

Nell’analisi fatta da TechCrunch vengono evidenziati alcuni passaggi del post di Scoble quali

Could they have done this at a Silicon Valley startup? I doubt it. Venture Capitalists won’t see enough business value in what they are doing

In Wong and Fey’s work you’ll see techniques that lots of startups are using and, even, that the Google Map team is using

e le parole di un utente scritte su un commento allo stesso post

I don’t know if this has anything to do with what Robert is talking about, but its interesting to note Wong and Fay worked on this:

The WorldWide Telescope (WWT) project is designed to be an extensible learning and exploration environment which integrates hyperlinked rich media narrative with a seamless multiple survey virtual sky to enable guided and unguided exploration of the universe.

Ma allora si tratta di qualcosa che ha a che fare con le interfacce grafiche? Un progetto che potrebbe essere rilasciato opensource visto il disinteresse che avrebbe avuto da degli eventuali investitori se fosse stato realizzato da una startup? E che cosa c’entra l’astronomia in tutto ciò?

Troppe domande senza risposta, non ci resta che aspettare.

Volete sapere la mia? Secondo me è una supercazzora brematurata che ha perso i contatti col tarapio tapioco

Voi cosa ne pensate?

Who owns What?

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da numerose acquisizioni importanti portate a termine dai grandi del settore informatico, con particolare attenzione verso le internet companies. E’ infatti solo di qualche giorno fa l’offerta di Microsoft per il controllo di Yahoo ed ancora più recente il presunto interessamento verso Ustream.tv.

Per avere una panoramica generale di questa ormai consolidata forma di shopping online ( altro che Ebay ), MyDigiMedia ci offre uno schema di facile lettura per farci una idea della portata di questo fenomeno

Who owns What mappa

Per una visione dettagliata, scaricate il PDF messo a disposizione per una più agevole lettura. Gli autori promettono di aggiornare di volta in volta la mappa.

Pensate quante risorse Microsoft acquisirebbe prendendo il controllo di Yahoo!…

Quanto vale la tua privacy?

Apprendo oggi che Microsoft regalerebbe* delle copie di:Aggratis

  • Microsoft Windows Vista Ultimate
  • Microsoft Office Ultimate 2007
  • Microsoft Money Plus Premium
  • Microsoft Student con Encarta Premium 2008
  • Microsoft Streets and Trips 2008

*Offerta valida solo negli States

Siccome la casa di Redmond non è certo un’azienda no-profit, come qualsiasi altra impresa vorrà qualcosa in cambio. Cosa? I dati derivanti dall’utilizzo del proprio computer.

E’ proprio questo il fine del Windows Fidelity Program che si compone di due parti: la prima consiste nell’installazione di un software di rilevazione automatica delle proprie abitudini di utilizzo del PC; la seconda è l’obbligo di risposta ad una serie di sondaggi proposti secondo un calendario prestabilito.

Ma quali sono queste informazioni che vengono collezioniate sottoscrivendo volontariamente il programma?

Secondo le FAQ i dati si attengono alla direttive già espresse in altri programmi simili che Microsoft ha già lanciato da tempo in maniera più o meno consapevole per l’utente. Vi sono però altre informazioni aggiuntive che vengono inviate quali i settaggi di Windows, la propria configurazione hardware, il numero di file presenti nel proprio disco, quali programmi vengono aperti ed altri ancora.

Viene espressamente specificato che non verranno deliberatamente raccolti i dati di username e password nè dei siti web che vengono visitati.

Mi vengono in mente alcune domande:

Quanto ci si può fidare delle grandi aziende in generale? Quanto vale la propria privacy, anche in soldoni? Ha senso conservare gelosamente questi benedetti dati? Con le adeguate garanzie di sicurezza non avrebbe senso farli fruttare?

Sicuramente non conosciamo il reale valore delle informazioni sulle nostre abitudini, almeno non oggettivamente. Da un lato credo che le aziende possono offrirci dei servizi sempre più personalizzati, mirati alle nostre esigenze e migliorabili nel tempo grazie a contributi di questo tipo; d’altra parte la diffidenza verso la raccolta di dati personali in se stessa, soprattutto se nominativa ( dubitare dei software che installo sul PC è lecito ), è sempre elevata e personalmente non svenderei parte della mia esistenza per una copia di Vista se avessi dei dubbi.

Voglio sottolineare il fatto che in questo caso Microsoft è presa ad esempio, non è il male assoluto, e questo tipo di pratiche sono all’ordine del giorno.

Certo che se la posta in gioco fosse più alta per giusto controvalore… :P

Edit: da leggere con attenzione il post di Casperize che ha provato di persona ad installare il software e ne da una interpretazione condivisibile.

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Microsoft Nutella :)

Buona la Nutella vero? In fondo lo sanno tutti, che mondo sarebbe senza Nutella!

Quest’anno poi pure una bella confezione natalizia in edizione limitata per il 2008 che ho comprato per l’occasione

Nutella
^Il barattolo finisce sempre troppo presto^

Guardando la confezione però c’era qualcosa che non mi convinceva…sapevo che c’era ma non avevo focalizzato subito cosa fosse…voi non vedete nulla di strano a primo acchitto?

Poi una illuminazione, guardiamo un po’ più da vicino


Nutella_close_up
^Ci siete arrivati adesso?^

Ma certo, è proprio lui, il logo di Windows! Ma cosa ci fa sulla confezione della Nutella?

E’ sicuramente una mossa della Microsoft per accostare le caratteristiche di genuinità e familiarità che trasmette il marchio Nutella a quelle di Windows, al fine di migliorare il posizionamento del brand, conquistare nuove quote di mercato tra i bambini e farli crescere con questo messaggio subliminale in modo tale da convincere i genitori a comprare Vista e fidelizzarli sul lungo termine.

O dite che è solo un caso? :D

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Miti o verità: security by minority, open source e le conclusioni basate su metri di giudizio opinabili…

Ripropongo questo articolo perchè secondo la mia personale opinione merita un po’ più visibilità, ma in realtà è perchè sono sotto esami e non ho molto tempo per scrivere :P

ms_vs_linux.jpg…sottotitolato: “Linux è più sicuro di Windows. No è Windows ad essere più sicuro di Linux”

E poi giù botte. La sicurezza questa sconosciuta. Cosa vuol dire la parola sicurezza riferita ad un sistema operativo o ad un applicativo? Di solito la si usa impropriamente accennando solo ad alcune delle sue sfumature, tuttavia esistono criteri oggettivi che si possono adottare per darle una concretezza nel contenuto, spesso ignorati dai più. Ed è proprio per questo che gli innumerevoli casi di studio, in qualche occasione commissionati da chi il software lo produce, possono a volte risultare fuorvianti o passibili di interpretazioni differenti.

Quella che vi propongo è una lettura interessante trovata nei meandri dei miei segnalibri sparsi nella rete, uno spunto per poterci dotare di occhio critico quando leggiamo qualche nuovo confronto, una pubblicità od un report da parte di qualche azienda specializzata nel settore; non è oro colato ma quantomeno fa riflettere ed aiuta a non credere incondizionatamente a tutto quello che viene scritto. Ovviamente il concetto è ricorsivo, applicabile anche al piccolo studio in questione.

Security Report: Windows vs Linux è un articolo in inglese (invito a leggerlo tutto) pubblicato nell’ottobre del 2004, ancora valido ad oggi, che affronta la sfida alla sicurezza tra Windows e Linux principalmente in ambito server e con qualche riferimento al desktop, lì dove Microsoft cerca di convincere i potenziali clienti ad usare i suoi prodotti con la famosa campagna “GET THE FACTS!“, screditando in qualche modo i propri concorrenti.

Gran parte di questo caso è incentrato sull’analisi sia dei metri di giudizio che dei dati in se stessi. Si cerca di capire come si possa arrivare all’affermazione di superiorità di un sistema operativo su un altro cercando di cogliere il maggior numero di aspetti possibili e “smontando” gli accrocchi che, in questo caso Microsoft, costruisce per diffondere l’idea della sicurezza dei suoi applicativi. Il concetto tuttavia può indiscriminatamente valere per qualunque altro produttore. GNU/Linux è preso come antagonista, dato per sconfitto in partenza dalle “leggende” che aleggiano negativamente intorno alla sua testa, cose come:

Ci sono molti più avvisi di sicurezza per Linux piuttosto che per Windows, e quindi Linux è meno sicuro di Windows

ed ancora

Il lasso di tempo che in media trascorre tra la scoperta di una vulnerabiltà a quando una patch per quella vulnerabilità viene rilasciata è maggiore per Linux rispetto a Windows, e quindi Linux è meno sicuro di Windows.

per non parlare dello statement

Security by minority

più volte ostentato per difendere in qualche modo l’incidenza di malware su Windows rispetto a Linux ed ancora

L’open source è più pericoloso del codice proprietario perchè gli “hacker” possono sfruttarlo per trovare delle falle di sicurezza

In realtà la partita non è così scontata, potrebbe avere un finale diverso da quello pronosticato.

Ho fatto una libera traduzione ( a mano, sicuramente non perfetta ma rende meglio di quelle automatiche ) di due parti del testo che mi sembravano le meno tecniche e le più fruibili anche ad un pubblico non eccessivamente “dentro” alla questione. Ve le propongo in due file di testo in quanto sarebbero troppo lunghe da inserire come post nel blog:

theres-safety-in-small-numbers_italiano.pdf

conclusions-based-on-single-metrics_italiano.pdf

In ogni caso rinnovo l’invito a leggere interamente l’articolo, è un po’ lungo, ma vale la pena arrivare fino in fondo. Alla luce di queste considerazioni provate a rileggere un recente report di sicurezza di Symantec.
Buona lettura.

La Svezia non porta bene a Microsoft

Dopo esser stata costretta ad ammettere di aver dato una spintarella ad alcuni partner locali per votare a favore del proprio standard OOxml, voto per altro annullato in quanto uno dei partecipanti ha votato più di una volta ( forse la stessa Microsoft Svezia ), adesso la casa di Redmond ha qualche grattacapo nella città di Lund per un bug di Windows Vista, in quanto è sorta una incompatibilità tra il sistema operativo targato Microsoft e l’infrastuttura di rete della cittadina, quasi interamente basata su Linux.

Forse è venuto il momento di trasferirsi in Svezia, sembra un paradiso per gli amanti del software libero

bacio saffico tra svedesi
^Due tipiche sostenitrici svedesi del software libero^

Ma solo per quello, davvero ;)

Università di Catania e gli accordi di fornitura con Microsoft

Recentemente l’Università di Catania ha stipulato un contratto di fornitura/aggiornamento del proprio parco software con Microsoft, denominato Microsoft Campus Agreement

Come è possibile vedere dalle slide sopra riportate, si prevedono di risparmiare parecchie migliaia di euro adottando il programma di noleggio dietro corresponsione di un canone, calcolato in base al numero di dipendenti che accumulano più di 200 ore di lavoro l’anno. Nell’accordo vi è anche l’opzione Work at Home che permette l’installazione degli stessi software utilizzati al lavoro sui personal computer di proprietà dei dipendenti.

Bello, bellissimo…

C’è qualcosa però che non mi convince del tutto:

  • I soldi che sono stati risparmiati, saranno solamente dei tagli oppure verranno reinvestiti in qualcosa di concretamente utile per l’università?
  • Perchè non utilizzare per l’amministrazione software open source gratuito, pagando magari un contratto per il supporto? Ovviamente la convenienza va valutata tenendo conto di tempi e costi per la conversione dei dati, per l’apprendimento del personale e tutto ciò che è correlato ad un cambio di architettura. Si potrebbe iniziare con il mantenere Windows e migrare verso applicativi open per poi infine cambiare anche il sistema operativo con una alternativa libera ed in genere meno costosa a lungo termine, al fine di garantire coerenza e stabilità all’interno della rete.
  • Su questa falsa riga si potrebbe rendere disponibile il software a studenti e dipendenti senza restrizione alcuna nel numero e nel tipo di utilizzo (vedi punto successivo)
  • Il contratto in questione non mi è chiaro sui costi a lungo termine del supporto e comporta restrizioni sulle modalità di utilizzo del software, imponendo alcune condizioni che l’utente dovrebbe autoimporsi, vincoli legittimamente da rispettare una volta che si sono accettati i termini della licenza.

Questo mio articolo non ha l’intento di essere una apologia del software libero nè voglio mettere al rogo Microsoft, ma vorrei solo capire se ci si sta muovendo nella direzione giusta.

Per chi fosse interessato può leggere per intero la guida alla sottoscrizione di Campus Agreement ( sono poche pagine ) e la pagina dell’annuncio sul sito dell’ateneo e magari trarne un giudizio per cercare di capire se è conveniente o meno per una università adottare tale soluzione.

Io non credo di avere tutti i dati necessari a disposizione e competenze approfondite per poter trarre delle conclusioni obiettive, ma sono convinto che in qualsiasi amministrazione pubblica l’utilizzo di software propietario sia uno spreco indicibile ed una mancanza di rispetto verso i cittadini che devono avere a che fare con degli applicativi di cui non si conosce il funzionamento interno e che conservano i dati sensibili di ognuno di noi.