Il nuovo sistema di notifiche di Ubuntu 9.04 è già realtà con Mumbles

Circa un mese fa sul blog di Mark Shuttleworth è apparso un video che mostra come dovrebbe apparire il nuovo sistema di notifiche in Ubuntu 9.04.

Avevo già segnalato in ShotPress la notizia, esprimendo un primo sommario giudizio sul controverso mockup, del quale ripropongo qui il video a scopo comparativo.

Se l’idea vi stuzzica, è già disponibile qualcosa di simile anche se con qualche limitazione.

Gemelli diversi

Il programma si chiama Mumbles ed è un progetto che mira a migliorare la visualizzazione delle notifiche su GNOME, ma non ha alcun legame diretto con Ubuntu ed il suo sviluppo è indipendente.

E’ skinnabile, si basa su plugin per aggiungere il supporto a nuove applicazioni ed è compatibile con Growl.

Ho registrato un video del suo funzionamento per dare un’idea di cosa stiamo parlando

Mmm…non trovate anche voi che la somiglianza sia incredibile?

In realtà una stable release di mumbles esiste già da più di un anno, ma le ultime modifiche apportate al codice, non visibili nel video a causa di un temporaneo problema con l’svn, sembrano approdare proprio nella stessa direzione che delinea il filmato di Mark.

Se non riuscite a resistere alla curiosità potete installare Mumbles sul vostro desktop.

Installare Mumbles

E’ disponibile una versione ritenuta ragionevolmente stabile in un comodo pacchetto debian

Scarica Mumbles 0.4 per Ubuntu/Debian

ma per avere tutte le recenti novità che portano le notifiche ad assomigliare spaventosamente a quelle del video di Shuttleworth, compresi gli effetti di comparsa e scomparsa, bisogna scaricare il branch che contiene la release di prossima uscita

svn co https://mumbles.svn.sourceforge.net/svnroot/mumbles/branches/backports0.4-branch mumbles0.4-branch

ed avere installate tutte le dipendenze necessarie, elenco reperibile a questo indirizzo. In questo caso l’eseguibile è contenuto nella sottocartella ../src e basta un ./mumbles per farlo partire senza installare nulla.

I plugin

mumblesGrazie al già citato sistema di plugin è possibile estendere le funzionalità ed i programmi compatibili.

Al momento i plugin disponibili in una installazione di default aggiungono il supporto alle notifiche provenienti da Pidgin, Rhythmbox, Twitter, Telepathy ed Evolution.

Per ricevere i messaggi da Firefox è necessario installare questa estensione mentre un volenteroso utente ha scritto un plugin per Banshee che va installato nella cartella nascosta .mumbles/plugins presente nella propria home.

In conclusione

Mumbles ha molte potenzialità, tutto dipende anche da chi muove le fila di questo progetto.

La sua evoluzione è forse stata influenzata dalla presentazione del patron di Ubuntu o viceversa?

Per adesso il codice non contiene molte delle cose viste nel filmato iniziale, tra cui quella che implementa l’inattività della finestra di notifica.

Shuttleworth non è stato molto chiaro nel definire una roadmap per il nuovo sistema di notifiche, accennando solamente ad una sua apparizione su un prodotto dedicato al mercato dei netbook, staremo a vedere.

[ShotPress] Mark Shuttleworth | Notifications, indicators and alerts

Mark Shuttleworth ha presentato uno studio su come dovrebbero apparire le notifiche su Ubuntu 9.04. La parte più controversa riguarda il fatto che non è prevista alcuna interazione, quindi nemmeno una piccola x per chiuderle. Riusciranno i nostri eroi a rendere realtà questo mockup? Speriamo non ci diano un’altra delusione come per la promessa di un nuovo tema per Ubuntu 8.10. Sotto il video ;)

The most controversial part of the proposal is the idea that notifications should not have actions associated with them. In other words, no buttons, sliders, links, or even a dismissal [x]. When a notification pops up, you won’t be able to click on it, you won’t be able to make it go away, you won’t be able to follow it to another window, or to a web page. Are you loving this freedom? Hmmm? Madness, on the face of it, but there is method in this madness.

Our hypothesis is that the existence of ANY action creates a weighty obligation to act, or to THINK ABOUT ACTING. That make notifications turn from play into work. That makes them heavy responsibilities. That makes them an interruption, not a notification. And interruptions are a bag of hurt when you have things to do

[Vai all’originale]

Per una migliore esperienza sul web

In una recente intervista alla BBC il patron di Ubuntu, Mark Shuttleworth, rilascia tra le altre una dichiarazione particolarmente interessante:

If people think of computing as going to a PC, sitting down and starting Word, then the traditional view, of using Windows and Office, will persist.

But if people think of their daily experience as a sit down on the web, we know that people can have a very compelling experience on Linux.

In fact, we know it is a better web experience because they can do it without spyware, without viruses.

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(segue libera traduzione, correggetemi in caso di orrori)

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Se le persone pensano che utilizzare il computer sia sedersi di fronte ad un PC e far partire Word, allora la visione tradizionale, l’uso di Windows ed Office, continuerà ad essere prevalente

Ma se le persone cominciano a pensare la loro esperienza quotidiana come fondata sul web, noi sappiamo che quelle stesse persone possono ottenere un’esperienza gratificante grazie a Linux.

Infatti, noi sappiamo che Linux offre una migliore esperienza in rete perché le persone posso farla senza spyware, senza virus.

Come dargli torto.

In fondo la tendenza è quella di spostare sul web quei servizi e quelle applicazioni che precedentemente alla diffusione di Internet erano esclusivamente utilizzabili tramite l’installazione di software in locale sul proprio PC.

Un utilizzo intensivo di tali servizi non può, per ovvie ragioni, prescindere dalla sicurezza nella fruizione degli stessi, dunque GNU/Linux potrebbe rappresentare una scelta oculata oltre che conveniente. Insomma una riflessione sul fatto che esistono delle valide alternative ai soliti noti, soprattutto quando parliamo di scenari specifici.

Dobbiamo aspettarci dallo sviluppo delle versioni future di Ubuntu una spinta in tale direzione? Spero proprio di si.