Ubuntu e l’estensione Multisearch, falso problema o reale preoccupazione?

Con l’uscita di Karmic Koala Alpha 3 è stato inserito nell’installazione standard di Firefox un addon chiamato Multisearch che modifica il comportamento del browser.

Accade che la pagina iniziale viene modificata in http://start.ubuntu.com/9.10 e l’apposita casella di ricerca punta ad una Custom Search ad hoc, dunque non alla solita pagina di default di Google.

ubuntu_custom_search

La pagina usando la ricerca su FF 3 per Karmic, la principale differenza è una massiccia presenza di pubblicità

L’addon in questione è compreso nel pacchetto di Firefox e non è presente come opzione, rivelandosi quindi non disinstallabile anche se è comunque possibile disabilitarlo dal menu delle estensioni. Inoltre il changelog che riporta la modifica è secondo alcuni poco esauriente

firefox-3.0 (3.0.11+build2+nobinonly-0ubuntu2.me001) karmic; urgency=low

* add me001 multisearch feature for karmic alpha3
- add debian/extensions/*

anche se  a mio parere non è la funzione del changelog quella di spiegare cosa fanno le caratteristiche che vengono inserite, ma probabilmente sarebbe stato gradito un riferimento a qualche sorgente esterna.

Le reazioni della comunità

Questo comportamento ha infastidito parecchi utenti che hanno riversato le loro rimostranze su ubuntuforums.org e su launchpad, non solo per la castrazione di alcune funzionalità presenti nella versione personalizzata del motore di ricerca, ma soprattutto per il modo in cui tale cambiamento è stato inserito.

E’ stato addirittura aperto un brainstorm per portare all’attenzione dei “piani alti” la situazione e proporre un approccio alternativo.

Più in generale, quello che si evince dalle discussioni sopra riportate è possible riassumerlo in 3 punti cardine

  • un generale fastidio per il tentativo di limitare la libertà di scelta degli utenti
  • la paventata possibilità di ottenere un qualche guadagno
  • la modalità di inserimento dell’add-on.

Sfogliando le pagine è possibile assistere a scene di utenti che si strappano i capelli, gridano allo scandalo e giurano di non installare mai più Ubuntu, inneggiano al diritto alla privacy e banchettano sulle spoglie del povero mantainer dei pacchetti Mozilla.

Plin Plon, comunicazione di servizio

La risposta di quest’ultimo comunque non si è fatta attendere troppo ed in un post sul suo blog fornisce una spiegazione dettagliata sulle caratteristiche e sulle scelte effettuate, riuscendo a mio parere a chiarire quello che sembra essere un non problema.

In sintesi, l’add-on è stato implementato come parte di un esperimento atto a raccogliere una certa mole di dati al fine di migliorare la distribuzione, quello che ci si aspetta in realtà da una alpha release. Inoltre è tutto in divenire e al momento non v’è certezza di come le cose possano evolvere.

Mi ha fatto leggermente sorridere di amarezza il fatto che si è dovuto  sottolineare un aspetto come quello di un eventuale ritorno in termini economici, come se si stesse parlando del diavolo e dell’acqua santa

“You are trying to make money from me”: For now nobody wants to make money from you. If we wanted to make money putting this in an early alpha release would probably be a pretty bad business decision. Even if we wanted to make money from you, we should still clarify what “we” means here; it basically means “ubuntu”: and even though it might practically mean canonical its obvious that getting a constant revenue stream will help to fund more talented developers and events to keep ubuntu the best distribution that exists.

Considerazioni

La comunità in un progetto come Ubuntu ha un ruolo importante, contribuendo a vario titolo alla crescita della distribuzione.

Uno dei suoi compiti è sicuramente quello di supervisore, oltre che degli aspetti tecnici, anche di quelli etici, compiti che nella maggioranza dei casi vengono svolti con perizia e grandiosità d’intenti.

Tuttavia sappiamo bene come le divisioni intestine che caratterizzano in generale la comunità open source ed alcune posizioni troppo assolutiste possano a volte rappresentare un freno per lo sviluppo.

A mio parere in questa circostanza si è peccato di mancanza di comunicazione tra utenti e chi le decisioni le ha prese, pur considerando sempre che ci si sta riferendo ad una release alpha e chi la installa dovrebbe sapere a cosa va incontro.

In ogni caso ben venga il confronto, se costruttivo, ma è giusto anche non abbassare la guardia ;)

Aggiornamento

Nella prossima alpha4 Multisearch verrà rimosso


This bug was fixed in the package firefox-3.0 - 3.0.13+nobinonly-0ubuntu3

---------------
firefox-3.0 (3.0.13+nobinonly-0ubuntu3) karmic; urgency=low

* good-bye "Multisearch"; we remove our karmic alpha3 experiment called
"Multisearch" as we are approaching alpha4 (LP: #402767, #402804, #406893,
#410997, #408484, #403246)
- remove <email address hidden>/...
- update debian/firefox-3.0.install
- update debian/rules

-- Alexander Sack <email address hidden> Tue, 11 Aug 2009 11:14:32 +0200

Chissà se ci sarà possibile consultare i dati raccolti o capire a cosa servissero esattamente…

Una nuova esperienza di avvio per Ubuntu Karmic Koala

Nonostante le prime indiscrezioni all’inizio di quest’anno dessero per scontata l’inclusione di Plymouth in Ubuntu 9.10, allUDS di Barcellona si è chiarito che tale soluzione, già adottata da Fedora, non entrerà a far parte di Karmic Koala.

Il team di sviluppo della distribuzione umana ha infatti espresso in quell’occasione l’intenzione di volersi concentrare sull’ottimizzazione della velocità di avvio, ritenendo inutile l’integrazione di un software come Plymouth in un contesto dove il sistema è pronto all’uso prima che si possa inizializzare lo splash grafico.

Tuttavia il proposito di regalare all’utente un’esperienza “flicker free” durante l’avvio del sistema operativo, anche per mantenersi al passo con le altre distribuzioni, non è stato del tutto abbandonato, ma piuttosto riadattato per non confliggere con le migliorie che verranno apportate all’intera fase di boot.

L’idea

Come riportato da Mat Tomaszewski in un messaggio sulla mailing list di Ubuntu Artwork, il progetto includerà

  • grub2, che però rimarrà invisibile all’utente e richiamabile tramite la pressione del tasto Shift durante l’inizializzazione del bootloader
  • Kernel Mode Setting
  • Una schermata di caricamento che girerà direttamente su X.org e non più basata su Usplash
  • La scelta del sistema operativo da far partire avverà in modalità grafica, sempre su X.org, richiamabile con la pressione del tasto ESC
  • GDM 2

L’obiettivo è quello di far partire X in massimo 3 secondi, così da avere fin da subito tutto lo stack grafico disponibile, compreso di accelerazione hardware che permetterà di sbizzarrirsi con animazioni ed effetti grafici e, grazie al KMS, la transizione da una schermata all’altra sarà indolore.

Uno schema chiarisce esattamente come sarà organizzata la sequenza standard di avvio

boot-sequence-gdm

Sono già state dettate le linee guida per la creazione di nuovi temi e approntato uno spazio per raccogliere le proposte che arriveranno in questi mesi di sviluppo e sul quale è possibile già visionare qualche iniziale esperimento sotto forma di semplici e rudimentali animazioni.

My 2 cents

L’idea non è affatto malvagia e ammetto che mi affascina, non vedo l’ora di metterci le mani sopra ed avere un feedback diretto.

Ci si potrebbe già chiedere a quali problemi di compatibilità potrebbe portare questo approccio su alcune macchine con scarse risorse o per le quali non sono disponibili driver compatibili al 100% con tutte le tecnologie impiegate, ma sembra che i meccanismi di fallback siano già stati teorizzati ed alla bisogna dovrebbero entrare in funzione per garantire il corretto funzionamento anche in questi casi.

Tutto questo a condizione che tale meraviglioso meccanismo venga implementato in Karmic secondo quanto previsto, non sarebbe la prima volta in cui Ubuntu promette e poi non mantiene…