[ShotPress] La storia di internet raccontata in un video

Il video è stato ideato da Melih Bilgil come lavoro finale per la sua tesi di laurea. La tesi realizzata da Melih ha portato alla nascita di un vero e proprio progetto denominato PICOL (Pictorial Communication Language ) con l’obiettivo di trovare un comune linguaggio di comunicazione elettronica attraverso l’utilizzo di icone.

Il progetto PICOL ha prodotto oltre al video sulla storia di internet anche un linguaggio visivo, un sito web, un blog, un poster che potete vedere qui

Disponibili i sottotitoli in italiano selezionabili dall’interfaccia del video.

[Vai all’originale]

Internet or sex?

La scusa del mal di testa è passata di moda
La scusa del mal di testa è passata di moda

Secondo il risultato di un sondaggio di Intel effettuato su un campione di 2119 utenti adulti di internet, i cui dati preliminari sono stati pubblicati da Ars Technica, circa la metà delle donne ( 46% ) preferirebbe rinunciare al sesso per due settimane pur di non restare senza accesso alla rete per lo stesso ammontare di tempo.

Più precisamente, il 49% delle donne di età compresa tra i 18 e 34 anni non avrebbe esitazioni a scegliere tra internet e fare all’amore ed il 52% di età compresa tra i 35 ed i 44 anni la pensa esattamente allo stesso modo.

Sinceramente avrei pensato  che una tendenza del genere fosse prerogativa maschile, invece solo il 30% degli uomini rientra in tale casistica.

L’intento di Intel era ovviamente quello di mostrare quanto sia importante internet ai giorni nostri, anche in un periodo di recessione economica come quello che stiamo vivendo.

Adesso non mi resta altro che staccare la linea ADSL a Soleluna, fate lo stesso prima che sia troppo tardi…

Immagine | Via

Ci vuole solo un po’ di buon senso


via SkyTg24blog

Ecco uno dei rari casi di cui parlavo nel post precedente, non sempre l’informazione possiede quella presunzione che di solito la caratterizza. Il video, pur essendo di qualche tempo fa, si adatta bene all’ennesimo caso di analfabetismo informatico dimostrato in casa Vespa.

Strumentalizzazione la parola d’ordine, sia quando internet è chiamata in causa per fare sensazionalismo, sia quando deve essere mistificata. Che si abbia il buon senso di trattare un argomento quando lo si conosce a fondo, e come ho già scritto in un commento sul blog di manfrys:

La disinformazione in questo caso è la diretta conseguenza della superficialità con la quale vengono trattati gli argomenti. Non si approfondisce, non ci si informa prima di proporre una discussione. In televisione sono pure riusciti a dare un titolo ad un lavoro per il quale non servono titoli: OPINIONISTA. L’opinionista può parlare di tutto ed ha la stessa credibilità e visibilità di un esperto in materia con competenze specifiche. Aboliamoli!

Non credo tuttavia alla ipotesi di una subdola guerra contro internet in quanto minaccia dello status quo, ma è vero che in alcuni casi sembra che sia proprio questa la più (in)credibile tra le tesi, escludendo gli episodi di conclamata ignoranza che a mio avviso sono in netta maggioranza rispetto ai supposti complotti.

Che fare? Informare, attraverso i liberi canali di accesso che ci sono ancora concessi, e continuare ad esprimere le nostre opinioni, dimostrando con i fatti di come sia possibile costruire qualcosa di valore.

Un esempio? Mogulus, qualche webcam ed una 40ina di blogger che si scambiano opinioni in una fredda domenica di febbraio ( a proposito, aspetto la registrazione della serata ^_^ ). Ed è stato emozionante.

C’è chi dice che è inutile dare peso all’argomento, c’è chi glissa per palesata ignoranza. Giusto. Ma è ancora più giusto alzare un po’ di polvere ogni tanto per far capire a chi sta lassù che quaggiù abbiamo ancora un cervello.

P.s. E poi ci chiedono pure di pagare il canone sui computer

Who owns What?

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da numerose acquisizioni importanti portate a termine dai grandi del settore informatico, con particolare attenzione verso le internet companies. E’ infatti solo di qualche giorno fa l’offerta di Microsoft per il controllo di Yahoo ed ancora più recente il presunto interessamento verso Ustream.tv.

Per avere una panoramica generale di questa ormai consolidata forma di shopping online ( altro che Ebay ), MyDigiMedia ci offre uno schema di facile lettura per farci una idea della portata di questo fenomeno

Who owns What mappa

Per una visione dettagliata, scaricate il PDF messo a disposizione per una più agevole lettura. Gli autori promettono di aggiornare di volta in volta la mappa.

Pensate quante risorse Microsoft acquisirebbe prendendo il controllo di Yahoo!…

Un pesce fuor d’acqua?

Ieri sera mi sono reso conto di essere un alienato. O meglio, è quello che gli altri probabilmente pensano di me.

Parlando seduti attorno ad un tavolo, in compagnia di una decina di amici e con una birra alla mano, mi sono sventurato ad accennare al mio recente approccio a twitter, nel tentativo di dare una spiegazione esaustiva del fenomeno.

Gli sguardi degli astanti erano tutt’altro che convinti, lo vedevo nei loro occhi, ero certo che mi stavano giudicando.

pesce fuor d’acqua 2
^il classico pesce fuor d’acqua^

A pensarci bene, nessuna delle persone che frequento abitualmente possiede un blog o comunque un proprio spazio sul web, non è iscritto ad un social network nè ha mai sentito parlare di web 2.0, per dirne qualcuna. La conseguenza è che sono totalmente al di fuori delle dinamiche che riguardano la vita sulla rete e non gliene può fregar di meno.

In generale il rapporto che i componenti della mia comitiva ha con internet è sterile, passivo e per niente partecipativo, vedendolo quasi come una imposizione.

Io, dal mio canto, sono dispiaciuto di non poter condividere appieno con loro tutte quelle esperienze che mi portano ogni giorno a conoscere ed apprezzare persone nuove ed interessanti, a scoprire mondi inesplorati e ad accrescere il mio bagaglio di conoscenza.

In fondo i barcamp, tra le altre cose, sono anche la risposta a questa mancanza.

Ma sono strano io o sono strani loro?