Funny man pages

Però se vi radete così ricoveratevi.
Se vi rasate così è il momento di staccare la spina.

Se come me siete uno strafottutissimo nerd (cit.) allora sapete cosa vuol dire stare ore davanti al computer intenti a smanettare la propria installazione di GNU/Linux.

Ci sono però dei momenti in cui si ha bisogno di svagare un po’, e cosa c’è di meglio che leggere una bella pagina man per distrarsi? Mmm…dove sta il divertimento? Beh, esistono pagine man decisamente particolari, l’importante è essere consapevoli di non farvi affidamento ;)

Un esempio?

NAME
baby – create new process from two parents

SYNOPSIS
baby -sex [m|f] [-name name]

DESCRIPTION
baby is initiated when one parent process polls another server process
through a socket connection in the BSD version or through pipes in the
System V implementation. baby runs at low priority for approximately
forty weeks and then terminates with a heavy system load. Most systems
require constant monitoring when baby reaches its final stages of exe_
cution.

[…]

Su Ubuntu e Debian basta installare due pacchetti

sudo apt-get install funny-manpages asr-manpages

Per visualizzarle tutte bisogna munirsi della lista completa delle pagine visualizzabili con i relativi comandi.

Adesso, prima di lasciare un commento, andatevi a leggere

man 1fun flame

e poi tornate a commentare ;)

Immagine | Via

I migliori programmi per scaricare e convertire i video da internet con Linux

Girovagando per la rete capita spesso di imbattersi in un video che ci è piaciuto particolarmente e lo si vorrebbe scaricare per salvarlo sul computer o trasferirlo su un’altra periferica ( telefonino, iPod, lettore da tavolo,etc… ).

Ecco dunque una rassegna dei 5 programmi per Linux che ritengo i migliori per effettuare questa operazione

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Al chiaro di luna

Nei prossimi giorni verranno sicuramente spesi fiumi di parole sull’uscita di Moonlight 1.0, l’implementazione Mono di Microsoft Silverlight scritta per la piattaforma GNU/Linux, recentemente resa disponibile come plugin per Firefox.

Ancora in uno stato che almeno dalle prime impressioni definirei embrionale, Moonlight supporta le specifiche Silverlight 1.0 ( una lista per provarne qualcuna ) e nella versione precompilata manca di alcune funzioni, come per esempio la riproduzione di video, implementabili però compilando da sorgenti. Ho provato e cestinato l’estensione dopo pochi minuti per due motivi:

  1. Non ho alcuna ragione di tener installato un software che non mi serve
  2. Non è completamente compatibile con l’ultima versione di Firefox, problema parzialmente aggirabile con un script per Greasemonkey

Nessun preconcetto, ma è lampante che in giro non ci siano molte applicazioni atte a funzionare con Silverlight/Moonlight e, finchè non vi sarà una reale esigenza, non mi sogno neanche di installare un’altro plugin che mina l’instabilità del programma che uso in assoluto più di tutti, ovvero il browser web. Ci pensa benissimo da solo il Flash player a darmi parecchi grattacapi.

Mi sembra quasi di poter già leggere le polemiche che andranno sempre più montando sulle pagine dei blog, in special modo quelle dei Linux addicted più convinti, e che probabilmente non aggiungeranno nulla di interessante alla conversazione…e potevo esimermi dal parteciparvi? :D Prese di posizione a parte, spero solo che in questo marasma di discordanti opinioni possa nascere qualche coinvolgente spunto di discussione. E voi come la pensate?

Dunque, almeno per adesso, l’unico chiaro di luna ad illuminare il mio computer sarà rappresentato dalla note di un genio

Brr…fa molto Resident Evil, nevvero? :D

Firefox 3 impalla il sistema

Fino a qualche tempo fa, durante la navigazione con Firefox 3 beta 5 su Ubuntu Hardy Heron, capitava che il browser desse segni di instabilità, di lentezza e nel contempo il disco rigido cominciasse a macinare ad elevata frequenza. Spesso sono addirittura incappato nell blocco completo del sistema per parecchi secondi.

Ma perché ciò si viene a verificare?

Le cause principali sembrano essere due:

  1. La libreria di compatibilità del sistema Pulseaudio che permette il funzionamento dell’audio con il plugin Flash, che comunque già di suo provoca rallentamenti non indifferenti.
  2. Un bug nella gestione di alcuni file da parte del browser

Per risolvere il primo in generale è sufficiente disinstallare il pacchetto libflashsupport e seguire alcuni consigli che ho dato in un precedente post per sentire ugualmente i suoni. Più radicalmente si potrebbe smettere di usare il plugin proprietario ed adottare la versione libera risparmiando tanti crash, ma non sempre ciò è possibile.

Per il secondo la questione è un po’ più complessa.

In effetti uno dei componenti alla base di Firefox effettuava troppi accessi ad un file di database dove vengono conservate alcune informazioni sulle url malevole, accessi quest’ultimi causati da una crescita troppo elevata del suddetto file che superava la cache disponibile per l’operazione rallentando dunque il processo e facendo schizzare la CPU su valori elevati.

Il problema sembra però essere stato risolto e basterà tenere aggiornato il sistema per ottenere automaticamente i pacchetti contenenti le correzioni del caso. Tuttavia c’è ancora qualcuno che lamenta gli stessi sintomi, seppur in maniera ridotta rispetto alla situazione precedente, pur avendo eseguito correttamente l’aggiornamento.

Per coloro i quali non avessero riscontrato miglioramenti esiste un’alternativa, che tuttavia potrebbe inficiare la sicurezza della navigazione.

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Audio su Ubuntu Hardy Heron

Sono ormai passati parecchi giorni dall’uscita di Hardy Heron, ho scelto di non parlarne subito perché ho preferito testare a fondo la distribuzione prima di condividere le mie impressioni sull’installazione e sull’utilizzo.

Ho installato Ubuntu 8.04 praticamente lo stesso giorno dell’uscita, avendo cura di creare un backup dei dati da Gutsy ed effettuando una installazione pulita. Il perché ripartire da zero è semplice: a mio parere il sistema di aggiornamento di Ubuntu non è in grado di portare a compimento in maniera corretta la mole di cambiamenti strutturali che comporta l’avanzamento di versione, in special modo quando si vanno a toccare componenti importanti del sistema.

Hardy è infatti ricca di succulente novità ed aggiornare da Gutsy mi avrebbe costretto a porre rimedio alle magagne che si sarebbero venute a creare, cosa che si è puntualmente verificata ad ogni passaggio di versione che in passato ho tentato di portare a termine. Sfiga? Sarà, comunque preferisco spendere il mio tempo in maniera più produttiva.

Quell’airone un po’ rauco

Tra le migliorie apportate c’è il nuovo gestore dell’audio, Pulseaudio, che sarebbe dovuto essere una vera rivoluzione nella gestione delle sorgenti sonore. Uso il condizionale perché purtroppo sembra non essere così. Pulseaudio in Ubuntu 8.04 è implementato solo in parte, non è ben integrato nel sistema e tra i pacchetti preinstallati mancano le applicazioni per il suo controllo, vanificando in parte l’utilità di avere un server sonoro così avanzato.

Inoltre sembra creare parecchi problemi quando si tenta di utilizzare stream da diverse fonti contemporaneamente, sonoro disturbato e ho avuto modo di vedere che non tutte le applicazioni sono completamente compatibili, in particolare il plugin Flash per Firefox che comunque è una ciofeca già di suo.

Vediamo allora come venirne a capo o quantomeno di trovare un compromesso accettabile.

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Per una migliore esperienza sul web

In una recente intervista alla BBC il patron di Ubuntu, Mark Shuttleworth, rilascia tra le altre una dichiarazione particolarmente interessante:

If people think of computing as going to a PC, sitting down and starting Word, then the traditional view, of using Windows and Office, will persist.

But if people think of their daily experience as a sit down on the web, we know that people can have a very compelling experience on Linux.

In fact, we know it is a better web experience because they can do it without spyware, without viruses.

———-

(segue libera traduzione, correggetemi in caso di orrori)

———-

Se le persone pensano che utilizzare il computer sia sedersi di fronte ad un PC e far partire Word, allora la visione tradizionale, l’uso di Windows ed Office, continuerà ad essere prevalente

Ma se le persone cominciano a pensare la loro esperienza quotidiana come fondata sul web, noi sappiamo che quelle stesse persone possono ottenere un’esperienza gratificante grazie a Linux.

Infatti, noi sappiamo che Linux offre una migliore esperienza in rete perché le persone posso farla senza spyware, senza virus.

Come dargli torto.

In fondo la tendenza è quella di spostare sul web quei servizi e quelle applicazioni che precedentemente alla diffusione di Internet erano esclusivamente utilizzabili tramite l’installazione di software in locale sul proprio PC.

Un utilizzo intensivo di tali servizi non può, per ovvie ragioni, prescindere dalla sicurezza nella fruizione degli stessi, dunque GNU/Linux potrebbe rappresentare una scelta oculata oltre che conveniente. Insomma una riflessione sul fatto che esistono delle valide alternative ai soliti noti, soprattutto quando parliamo di scenari specifici.

Dobbiamo aspettarci dallo sviluppo delle versioni future di Ubuntu una spinta in tale direzione? Spero proprio di si.

Frets on fire è Rock, su Ubuntu è lento

Quanto mi piace giocare a Frets on Fire.

Frets on fire Frets on fire in game

Nonostante sia solamente un clone di Guitar Hero ( dal quale però può addirittura importare le canzoni ) mi ci diverto parecchio e mi alleno in attesa di sfidare qualche amico. Impugnare la mia tastiera come una chitarra e rockeggiare a ritmo di musica è proprio una soddisfazione.

Su Ubuntu Gutsy lo è un po’ meno…

Parafrasando il tormentone lanciato da Adriano Celentano

Frets on Fire è Rock, su Ubuntu Gutsy è lento.

La versione contenuta nei repository deve avere qualcosa che non va, è estremamente lenta anche con una scheda grafica di ultima generazione e non ci sono settaggi che tengano: è ingiocabile.

La soluzione? Più semplice di quanto si possa pensare: basta scaricare l’ultima versione per Linux dal sito del gioco, estrarla e far partire l’eseguibile.

Finalmente si inizia a spaccare i tasti seriamente!

SDLMame e ATi Catalyst 8.3: torniamo a giocare

Adoro il retrogaming. Attraverso vecchie glorie dei videogiochi posso far riaffiorare alla mente ricordi della mia infanzia che trovo quasi sempre piacevoli, legati a giornate passate a divertirmi in sala giochi con gli amici o a casa con una ormai vetusta console. Mi piace perché in fondo è la semplicità che mi colpisce, quell’immediatezza che non è più possibile riscontrare nei videogame di oggi. Non è mia intenzione generalizzare, i capolavori ci sono ancora adesso, ma la mia vena nostalgica a volte ha la meglio.

Circus charlie 1943

out run

C’è da dire che non ho né un pc né una console adatti a far girare i giochi di ultima generazione, dunque mi diletto nell’emulazione soprattutto di quegli arcade che hanno fatto la storia, la mia storia.

Utilizzando GNU/Linux ho a disposizione una pletora di alternative, ma quella che sembra essere ancora aggiornata con costanza è SDLMAME ( qui i pacchetti aggiornati per Ubuntu ) che uso in accoppiata con i frontend loemu e xmamegui ( scritto in java ).

Tuttavia, installando qualche giorno fa i nuovi driver ATi ( fglrx ) 8.3 ho avuto una sgradita sorpresa. Ecco come si presentavano i giochi dopo l’installazione

Errore di visualizzazione sdlmame con Pang

Carino eh? Per fortuna sul forum di phoronix è stata proposta una soluzione temporanea attraverso la quale è possibile tornare a versare qualche lacrima sui propri game preferiti.

Apriamo il terminale e digitiamo

gksudo gedit /etc/sdlmame/mame.ini

e cerchiamo la voce gl_pbo cambiando il valore da 1 a 0.

Salviamo il file e proviamo a rilanciare uno qualsiasi dei giochi per constatare se il workaround ha funzionato. Alcuni giochi potrebbero girare più lenti del solito, ma personalmente non ho riscontrato grossi rallentamenti.

In attesa che la prossima release dei Catalyst possa risolvere questo insopportabile problema, buon divertimento!

 

Effetti 3D per Openoffice, ma solo su GNU/Linux

Su Openoffice.org Ninja ecco spuntare un video interessante che riguarda Impress, l’applicazione della suite Openoffice addetta alla creazione di slide e presentazioni

Niente di mai visto, soprattutto per gli utenti della mela, però per qualcuno potrebbe essere un motivo per effettuare lo switch dai prodotti Microsoft vista la povertà delle transizioni su Powerpoint, come si suol dire “anche l’occhio vuole la sua parte”.

L’inserimento di questi effetti è previsto per Openoffice 2.4 e vedrà la luce solo per la piattaforma GNU/Linux, almeno per questo primo rilascio.

Se non vedete proprio l’ora di provarli esiste una versione di sviluppo che integra questa chicca, prelevabile via torrent a questo indirizzo.

FSlint, ordine e pulizia nel filesystem

Quando lo spazio sull’hard disk comincia a diminuire inspiegabilmente, forse è il momento di effettuare un po’ d’ordine sul disco rigido.

Fslint ci viene in aiuto ed attraverso una pratica interfaccia grafica permette di individuare e risolvere le principali cause di spreco di spazio

Scarica il pacchetto di FSlint per Ubuntu

fslint home 2
^L’interfaccia di FSlint^

Ogni linguetta corrisponde ad uno specifico tipo di ricerca

  • File duplicati
  • Pacchetti installati
  • Nomi errati
  • Nomi coincidenti
  • File temporanei
  • Link simbolici sbagliati
  • ID non corretti
  • Directory vuote
  • Binari contenenti debug
  • Spazi superflui nei nomi dei file

Prima di procedere all’eliminazione o alla risoluzione dei problemi è bene controllare le voci che si intendono elaborare.

Buone pulizie di primavera anticipate!