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Adobe AIR is not available for your system

Una delle caratteristiche che ancora manca ad Adobe Air per Linux, e che invece è presente nelle controparti Windows e Mac, è la modalità di installazione delle applicazioni tramite il badge che viene esposto sui siti che propongono il download.

Spesso il badge è l’unico modo per scaricare il programma che ci interessa, non essendo di frequente proposta l’alternativa del link diretto al software in questione.

Il laconico errore, che fa da titolo anche al post, sembra non dare scampo. Tuttavia esiste un workaround per ovviare a questa spiacevole situazione.

E’ sufficiente dare uno sguardo al codice della pagina incriminata ( in Firefox: Visualizza -> Sorgente pagina o Ctrl+U ) e cercare all’interno del testo ( Ctrl+F ) la stringa appurl, accanto alla quale di solito giace l’indirizzo che ci permetterà di scaricare il file.

A volte il link è affossato in mezzo ad altro codice, ma è di facile individuazione in quanto termina con .air e, dopo averlo copia-incollato nella barra degli indirizzi del browser, avremo finalmente accesso alla tanto agognata applicazione, installabile poi con un semplice doppio click.

Prova su strada: Adobe Air 1.1 BETA per Linux

Dopo qualche mese dalla prima alpha, ecco che Adobe sforna la beta pubblica di Adobe AIR per Linux.

Scarica Adobe Air 1.1 Beta per Linux

Le istruzioni per l’installazione sono le stesse della versione precedente, ovviamente cambia il nome del file di installazione.

Disclaimer

Tutte le considerazioni che verranno fatte valgono esclusivamente per il mio sistema, su cui è installata Ubuntu Hardy Heron 8.04.1 a 32 bit, l’esperienza d’uso potrebbe variare su altre configurazioni.

Qualche accorgimento per i vecchi utenti

I temerari che usano già la versione rilasciata a marzo probabilmente avranno qualche problema ad installare questa beta, come ho potuto riscontrare io stesso sul mio sistema, riportando una finestra di errore simile a quella in figura

la quale non fa altro che lamentarsi di non avere i permessi di accesso e consiglia di contattare l’amministratore di sistema.

Tralasciando ogni commento sull’utilità di una schermata del genere, per evitare che ciò accada è importante eliminare ogni traccia della precedente installazione, disinstallando il pacchetto dal gestore della propria distribuzione. Nel caso di Ubuntu e Debian-derivate il nome da cercare è adobeair-enu.

Se ciò non dovesse bastare a risolvere la situazione nefasta, allora sarà necessaria una pulizia più approfondita, cancellando manualmente la directory /opt/Adobe AIR (occhio allo spazio ) e rinominando le cartelle nascoste .adobe e .macromedia ( occhio anche al puntino ) all’interno della propria home.

Cara, cosa c’è di buono per cena?

Il tempo trascorso dall’ultima release ha dato i suoi frutti, l’esperienza utente che si ha con Adobe AIR 1.1 Beta per Linux è nettamente superiore a quella che si aveva con la alpha release.

Le novità più evidenti e riscontrate dal sottoscritto rispetto alla precedente incarnazione sono così riassumibili:

  • Le applicazioni adesso ricordano le password inserite
  • Supporto alle icone nel vassoio di sistema, nel menu delle applicazioni e nella taskbar ( verificato solo su GNOME )
  • Risolto il problema con la sostituzione dei mime-type per i file zip e Openoffice
  • Maggiore velocità di esecuzione ( almeno a sensazione )
  • Errori grafici in minor numero
  • Aggiornamento automatico delle applicazioni funzionante
  • Localizzazione in italiano

Anche stasera la solita zuppa?

Permane invece l’impossibilità di installare le applicazioni tramite il badge sui siti che lo espongono e l’impossibilità di usare AIR su distribuzioni che non supportano la pacchettizzazione deb o rpm se non attraverso complicati accrocchi. Anche chi sceglie linux a 64 bit non se la vede ancora tanto bene.

Ho notato inoltre una regressione sul versante webcam. Nonostante nel changelog si vanti il supporto alle periferiche v4l2, la mia cam v4l ha smesso di funzionare con AIR.

Chi fosse interessato può consultare le note di rilascio ufficiali, dalle quali si deduce che il lavoro non è ancora finito, soprattutto se l’occhio cade casualmente sul contenuto delle known issues.

Conclusione

Grande passo avanti rispetto alla alpha, questa nuova beta convince molto più della versione precedente. Non saltate dall’entusiasmo, ho detto che convince, non che sia usabile al 100%.

I cambiamentii sono da testare sulle singole applicazioni, ma quelle che ho sperimentato personalmente, tra cui l’immancabile twhirl, mi lasciano ben sperare.

A causa delle complicazioni con la webcam ( su cui attendo conferma che non sia solo un mio problema, qualcuno si fa avanti per testare? ), l’upgrade è consigliato con riserva.

Adobe, mi raccomando, adesso pensa un po’ a migliorare pure Flash Player, che lo so che lo hai aggiornato ancora, ma sempre una mezza ciofeca è, ok? Lo so, lo so che Photoshop è chiedere tanto, per adesso mi accontento ;)

Adobe Air Alpha per Linux, prova su strada

Dopo aver invidiato gli utenti Windows e Mac per mesi, anche gli utilizzatori di GNU/Linux possono fregiarsi del fatto di poter utilizzare sulla propria piattaforma Adobe Air. E’ infatti disponibile per il download una versione preliminare, rigorosamente in fase di sviluppo, per dare un contentino a coloro i quali sono interessati a questa tecnologia.

Ma vediamo allora a che punto è lo sviluppo del runtime AIR su GNU/Linux.

Scarichiamo l’installer dal sito di Adobe e procediamo alla sua installazione. E’ necessario dare i permessi di esecuzione al file appena scaricato, ciò è possibile da interfaccia grafica attraverso le proprietà del file oppure tramite riga di comando

chmod +x adobeair_linux_a1_033108.bin

Un doppio click sul file ed inizia la fase di installazione di Adobe Air sul sistema che, nella mia personale esperienza, è andata a buon fine

Schermata Adobe AIR Setup su Linux

Adesso però ci servono le applicazioni. Una rapida ricerca in rete rivela che non sono facilmente reperibili, ma per fortuna esistono due paginaeche ne raccolgono un buon numero, airapps ed il MarketPlace di Adobe.

Tra tutte le applicazioni ne ho scelte 2 che mi sembravano interessanti ed abbastanza popolari:

  • Twhirl, un client per Twitter, Jaiku e Pownce con funzioni avanzate rispetto ad altri client simili
  • FineTune Desktop, riproduttore di musica che mixa i file locali con streaming su internet

Avrei voluto provare anche Fotobooth che prevede l’utilizzo di una webcam, ma l’installazione via web non è ancora supportata ed è dunque neccessario scaricare sul proprio desktop i file che ci interessano, che sono del tipo nome.air, e non sono riuscito a trovarlo per l’applicazione in questione.

Esistono due modi per effettuare l’installazione, uno attraverso la voce di menu che appare nel vostro Desktop Manager oppure attraverso la linea di comando con la seguente sintassi:

/opt/Adobe AIR/Versions/1.0/airappinstaller <percorso completo del file .air>

Ecco allora apparire una finestra che ci chiede l’autorizzazione per installare il componente richiesto

Finetune desktop, installazione

Clicchiamo su Install per proseguire e ci verranno richieste le credenziali di amministratore e successivamente il percorso sul quale si vuole installare l’applicazione scelta

Scelta del percorso di installazione

Passiamo adesso alle due applicazioni che ho installato per l’occasione, Twhirl e FineDesktop.

Purtroppo FineDesktop non sembra funzionare, l’applicativo parte, è disponibile tra i processi in esecuzione ma non appare a schermo.

Twhirl invece sembra andare a dovere senza particolari intoppi nella funzionalità ma con qualche problema grafico, soprattutto quando sono attive le notifiche dei twit in arrivo che sfarfallano ai lati del desktop. Inoltre per sfruttare le trasparenze e le ombre è necessario avere attivo un composite manager alla stregua di Compiz, altrimenti le finestre appariranno con uno sgradevole sfondo nero che stacca nettamente sullo sfondo del desktop, problema comune a tutti i programmi che si appoggiano ad un composite manager.

Twhirl no composite

Ma come faccio a disinstallare le applicazioni? Ebbene, quando vengono installate esse vengono trasformate in formato deb o rpm, a seconda della distribuzione in uso, e possono essere disinstallate direttamente dal proprio gestore di pacchetti.

Le mie impressioni

Per quanto riguarda la procedura di installazione di Adobe AIR e delle applicazioni non ho nulla da eccepire: semplice, veloce ed allineata a quella degli altri sistemi operativi. Azzeccatissima la scelta di poter gestire attraverso il proprio manager dei pacchetti la disinstallazione delle singole applicazioni e del runtime stesso, tuttavia sembrerebbe solo per le distribuzioni supportate ( RedHat, SUSE, Ubuntu, Fedora).

Passando all’utilizzo delle applicazioni, siamo ancora distanti da una versione definitiva sia da un punto di vista grafico che operativo. Nonostante sia rimasto impressionato, l’elevato utilizzo della CPU, a volte decisamente inaccettabile, e la presenza di evidenti difetti grafici penalizza l’uso degli applicativi installati; inoltre alcuni di essi ancora non si installano o non funzionano a dovere. Ad ulteriore conferma, da come è possibile leggere dalle note di rilascio, mancano ancora parecchi ritocchi per poter mettere mano ad una versione definitiva, ma il lavoro finora svolto sembra proprio promettere bene.

La mia opinione è che siamo sulla buona strada, sogno un futuro fatto solo di applicazioni cross-platform…

Un’ultima raccomandazione: non usate la crocetta presente sulle finestre per chiudere i widget quando non è presente il bordo delle finestre in quanto, spesso e volentieri, dovrebbero ridursi nella tray bar che ancora non funziona, scomparendo dunque dal desktop ma rimanendo attivi in background. Utilizzate il gestore dei processi che preferite per uccidere brutalmente il programma.

Inoltre sul mio sistema sono andati in tilt i mime type per i file zip che vengono ora riconosciuti ed aperti con AIR, vedo che si può fare.

Aspetto la prossima release, sempre fiducioso che Adobe smetta di considerare gli utilizzatori di GNU/Linux come cittadini di serie B ( certo che se paragonati ai *BSD o agli x86_64 non ci si può lamentare ) e la finisca di usare la scusa delle alpha per nascondere gli evidenti ritardi nello sviluppo di software per il pinguino.