Una nuova esperienza di avvio per Ubuntu Karmic Koala

Nonostante le prime indiscrezioni all’inizio di quest’anno dessero per scontata l’inclusione di Plymouth in Ubuntu 9.10, allUDS di Barcellona si è chiarito che tale soluzione, già adottata da Fedora, non entrerà a far parte di Karmic Koala.

Il team di sviluppo della distribuzione umana ha infatti espresso in quell’occasione l’intenzione di volersi concentrare sull’ottimizzazione della velocità di avvio, ritenendo inutile l’integrazione di un software come Plymouth in un contesto dove il sistema è pronto all’uso prima che si possa inizializzare lo splash grafico.

Tuttavia il proposito di regalare all’utente un’esperienza “flicker free” durante l’avvio del sistema operativo, anche per mantenersi al passo con le altre distribuzioni, non è stato del tutto abbandonato, ma piuttosto riadattato per non confliggere con le migliorie che verranno apportate all’intera fase di boot.

L’idea

Come riportato da Mat Tomaszewski in un messaggio sulla mailing list di Ubuntu Artwork, il progetto includerà

  • grub2, che però rimarrà invisibile all’utente e richiamabile tramite la pressione del tasto Shift durante l’inizializzazione del bootloader
  • Kernel Mode Setting
  • Una schermata di caricamento che girerà direttamente su X.org e non più basata su Usplash
  • La scelta del sistema operativo da far partire avverà in modalità grafica, sempre su X.org, richiamabile con la pressione del tasto ESC
  • GDM 2

L’obiettivo è quello di far partire X in massimo 3 secondi, così da avere fin da subito tutto lo stack grafico disponibile, compreso di accelerazione hardware che permetterà di sbizzarrirsi con animazioni ed effetti grafici e, grazie al KMS, la transizione da una schermata all’altra sarà indolore.

Uno schema chiarisce esattamente come sarà organizzata la sequenza standard di avvio

boot-sequence-gdm

Sono già state dettate le linee guida per la creazione di nuovi temi e approntato uno spazio per raccogliere le proposte che arriveranno in questi mesi di sviluppo e sul quale è possibile già visionare qualche iniziale esperimento sotto forma di semplici e rudimentali animazioni.

My 2 cents

L’idea non è affatto malvagia e ammetto che mi affascina, non vedo l’ora di metterci le mani sopra ed avere un feedback diretto.

Ci si potrebbe già chiedere a quali problemi di compatibilità potrebbe portare questo approccio su alcune macchine con scarse risorse o per le quali non sono disponibili driver compatibili al 100% con tutte le tecnologie impiegate, ma sembra che i meccanismi di fallback siano già stati teorizzati ed alla bisogna dovrebbero entrare in funzione per garantire il corretto funzionamento anche in questi casi.

Tutto questo a condizione che tale meraviglioso meccanismo venga implementato in Karmic secondo quanto previsto, non sarebbe la prima volta in cui Ubuntu promette e poi non mantiene…

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