Buon 2009!

A tutti i lettori di Ispirazioni Informatiche un augurio per un felice 2009!

Happy New Year

Inoltre ne approfitto per rispondere al meme passatomi da Gi@nmix, ovvero:

Come descriveresti l’anno che sta per finire in un unica frase?

Ebbene, dopo un sovraumano sforzo la mia labile mente ha partorito un pensiero che potrebbe riassumere i 365 giorni appena trascorsi.

 Un anno di transizione, che ha portato e porterà a grandi cambiamenti nella mia vita.

Ecco, il mio dovere l’ho fatto ;)
Happy New Year!

[ShotPress] Mark Shuttleworth | Notifications, indicators and alerts

Mark Shuttleworth ha presentato uno studio su come dovrebbero apparire le notifiche su Ubuntu 9.04. La parte più controversa riguarda il fatto che non è prevista alcuna interazione, quindi nemmeno una piccola x per chiuderle. Riusciranno i nostri eroi a rendere realtà questo mockup? Speriamo non ci diano un’altra delusione come per la promessa di un nuovo tema per Ubuntu 8.10. Sotto il video ;)

The most controversial part of the proposal is the idea that notifications should not have actions associated with them. In other words, no buttons, sliders, links, or even a dismissal [x]. When a notification pops up, you won’t be able to click on it, you won’t be able to make it go away, you won’t be able to follow it to another window, or to a web page. Are you loving this freedom? Hmmm? Madness, on the face of it, but there is method in this madness.

Our hypothesis is that the existence of ANY action creates a weighty obligation to act, or to THINK ABOUT ACTING. That make notifications turn from play into work. That makes them heavy responsibilities. That makes them an interruption, not a notification. And interruptions are a bag of hurt when you have things to do

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[ShotPress] Adobe issues warning for Linux users

Inversione di tendenza per Adobe, che trascura Windows e Mac per attenzionare Linux!

Infatti una nuova falla considerata critica da Secunia colpisce solo il pinguino e non i sistemi Microsoft ed Apple.

Grazie Adobe, continua così!

The flaw is in Adobe Flash Player for Linux 10.0.12.36 and Adobe Flash Player for Linux 9.0.151.0. An attacker could exploit the flaw by passing a malicious Shockwave flash SWF file. To correct the problem, Adobe issued a new version of its Flash Player for Linux.

Danish vulnerability clearinghouse, Secunia, gave the flaw a highly critical rating. Secunia said the flash player has a SWF processing error.

The issue does not affect the Macintosh or Windows versions of Flash Player, Adobe said

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[ShotPress] The “I’m Linux” Video Contest

La Linux Foundation lancia un contest per creare un video al fine di sponsorizzare il pinguino.

Il filmato dovrà mostrare cosa significa Linux per chi lo usa, sperando che possa avere l’effetto di invogliare ad usare il noto sistema operativo open source.

Il vincitore avrà in premio un bel viaggio gratis a Tokyo per assistere al “Linux Foundation Japan Symposium” ad Ottobre 2009.

Italianiiiiiiiii!

While the Linux Foundation would love to spend millions promoting Linux on TV, it’s simply not our style (or in our budget). Even more importantly, Linux isn’t a top-down, commercially controlled operating system. It’s a grassroots product of mass collaboration. That’s why we’re sponsoring a community contest to create a Linux video that showcases just what Linux means to those who use it, and hopefully inspires many to try it.

The winner will receive a free trip to Tokyo, Japan to participate in the Linux Foundation Japan Linux Symposium in October 2009. The winning video will also be unveiled at the Linux Foundation’s Collaboration Summit in San Francisco on April 8, 2009.

via | The “I’m Linux” Video Contest | The Linux Foundation Video Site.

Installare una copia in locale di WordPress 2.7 su Linux

L’ultima versione di WordPress ha portato con sé parecchie nuove funzioni interessanti, e per questo è un aggiornamento caldamente consigliato.

Tuttavia, prima di procedere all’installazione della release 2.7 sul proprio blog, non sarebbe male poterne testare le funzionalità su una copia in locale, al fine di scongiurare brutte sorprese ed incompatibilità.

Per fare ciò di solito è necessario mettere in piedi una installazione LAMP sul proprio computer, ma configurare i vari pezzi affinché possano funzionare insieme potrebbe essere cosa lunga e faticosa, soprattutto per chi non conosce approfonditamente il funzionamento delle parti che ne compongono il sistema.

Su Linux, in particolare su Ubuntu, basterebbero pochi comandi per procurarsi dai repository i pacchetti necessari, ma questa procedura comporta anche il recupero delle varie dipendenze connesse a tali pacchetti, di cui non è sempre facile liberarsi quando non se ne ha più bisogno. Inoltre rimane sempre la questione della configurazione e della gestione dei servizi installati che preclude una certa dimestichezza.

Una soluzione all in one

Con Bitnami WordPress Stack possiamo invece concederci il lusso di non dover pensare a come far combaciare le parti che compongono un sistema LAMP ed addirittura è possibile avere una copia di WordPress 2.7 già pronta per i nostri esperimenti.

Infatti, il bundle di installazione comprende uno stack preconfigurato di Apache, MySQL e PHP che va ad installarsi in una cartella a nostra scelta. Ivi contenuti ci sono tutti i file di cui abbiamo bisogno, senza dover scomodare nessun package manager.

Scarica Bitnami WordPress Stack

L’installer è di facile utilizzo, dopo avergli dato i permessi di esecuzione ( tramite interfaccia grafica o con il solito chmod +x ) ed averlo lanciato, ci si presenterà di fronte un classico wizard “Avanti Avanti Avanti Fine” che non ha bisogno di grandi interventi se non nell’immissione di un nome utente e password.

Terminata la procedura si aprirà una pagina di benvenuto dalla quale potremo accedere alla nostra copia locale di WordPress.

Da questo momento in poi potremo effettuare tutte le operazioni che facciamo di solito sul nostro blog, con un quid in più dato dalla velocità di esecuzione e dalla libertà di accesso alle parti più intime del CMS tramite la naturale interfaccia del sistema operativo al quale siamo abituati.

Gestire i servizi

Come già accennato in precedenza, tutti i programmi necessari sono nella cartella scelta per l’installazione, compreso lo script che controlla l’utilizzo dei servizi Apache e MySql.

La sintassi è molto semplice

./ctlscript.sh (start|stop|restart)
./ctlscript.sh (start|stop|restart) mysql
./ctlscript.sh (start|stop|restart) apache

Possiamo dunque far partire/fermare l’intero stack oppure solo un singolo servizio.

Per disinstallare tutto basta lanciare lo script uninstall che viene creato in fase di installazione o semplicemente cancellare la cartella.

L’imbarazzo della scelta

Su Bitnami.org sono disponibili tanti altri download, tutti multipiattaforma ( Win, Mac, Linux, Solaris ), che comprendono sia infrastutture diverse dalla LAMP che software alternativi a WordPress rigorosamente pronti all’uso.

Non mancano nemmeno gli utilizzi creativi.

Insomma, se non si era capito, consigliato ;)

Internet or sex?

La scusa del mal di testa è passata di moda
La scusa del mal di testa è passata di moda

Secondo il risultato di un sondaggio di Intel effettuato su un campione di 2119 utenti adulti di internet, i cui dati preliminari sono stati pubblicati da Ars Technica, circa la metà delle donne ( 46% ) preferirebbe rinunciare al sesso per due settimane pur di non restare senza accesso alla rete per lo stesso ammontare di tempo.

Più precisamente, il 49% delle donne di età compresa tra i 18 e 34 anni non avrebbe esitazioni a scegliere tra internet e fare all’amore ed il 52% di età compresa tra i 35 ed i 44 anni la pensa esattamente allo stesso modo.

Sinceramente avrei pensato  che una tendenza del genere fosse prerogativa maschile, invece solo il 30% degli uomini rientra in tale casistica.

L’intento di Intel era ovviamente quello di mostrare quanto sia importante internet ai giorni nostri, anche in un periodo di recessione economica come quello che stiamo vivendo.

Adesso non mi resta altro che staccare la linea ADSL a Soleluna, fate lo stesso prima che sia troppo tardi…

Immagine | Via

Time slider

In occasione dell’uscita di OpenSolaris 2008.11 su uno dei blog della rete di SUN ci viene mostrato uno screencast su come funziona Time Slider su GNOME, il backup basato sugli snapshot del filesystem ZFS.

La parte più interessante del video inizia intorno al minuto 1:00

Molto utile, vero?

Peccato non poter disporre di tale tecnologia su Linux a causa di un conflitto di licenze tra la GPL e la CDDL, quest’ultima scelta da SUN per il suo filesystem. Esiste già un progetto che sfrutta FUSE, ma per ovvie ragioni tecniche non riesce a replicare in toto le funzioni di ZFS.

Per adesso non ci resta che riporre le nostre speranze in Btrfs che, a differenza del più “tradizionale” Ext4, sembra poter competere nella corsa alla nuova generazione.

P.s. Si, lo so, esiste già qualcosa di simile su Mac e Windows Vista, ma solo simile :P