Quanto vale la tua privacy?

Apprendo oggi che Microsoft regalerebbe* delle copie di:Aggratis

  • Microsoft Windows Vista Ultimate
  • Microsoft Office Ultimate 2007
  • Microsoft Money Plus Premium
  • Microsoft Student con Encarta Premium 2008
  • Microsoft Streets and Trips 2008

*Offerta valida solo negli States

Siccome la casa di Redmond non è certo un’azienda no-profit, come qualsiasi altra impresa vorrà qualcosa in cambio. Cosa? I dati derivanti dall’utilizzo del proprio computer.

E’ proprio questo il fine del Windows Fidelity Program che si compone di due parti: la prima consiste nell’installazione di un software di rilevazione automatica delle proprie abitudini di utilizzo del PC; la seconda è l’obbligo di risposta ad una serie di sondaggi proposti secondo un calendario prestabilito.

Ma quali sono queste informazioni che vengono collezioniate sottoscrivendo volontariamente il programma?

Secondo le FAQ i dati si attengono alla direttive già espresse in altri programmi simili che Microsoft ha già lanciato da tempo in maniera più o meno consapevole per l’utente. Vi sono però altre informazioni aggiuntive che vengono inviate quali i settaggi di Windows, la propria configurazione hardware, il numero di file presenti nel proprio disco, quali programmi vengono aperti ed altri ancora.

Viene espressamente specificato che non verranno deliberatamente raccolti i dati di username e password nè dei siti web che vengono visitati.

Mi vengono in mente alcune domande:

Quanto ci si può fidare delle grandi aziende in generale? Quanto vale la propria privacy, anche in soldoni? Ha senso conservare gelosamente questi benedetti dati? Con le adeguate garanzie di sicurezza non avrebbe senso farli fruttare?

Sicuramente non conosciamo il reale valore delle informazioni sulle nostre abitudini, almeno non oggettivamente. Da un lato credo che le aziende possono offrirci dei servizi sempre più personalizzati, mirati alle nostre esigenze e migliorabili nel tempo grazie a contributi di questo tipo; d’altra parte la diffidenza verso la raccolta di dati personali in se stessa, soprattutto se nominativa ( dubitare dei software che installo sul PC è lecito ), è sempre elevata e personalmente non svenderei parte della mia esistenza per una copia di Vista se avessi dei dubbi.

Voglio sottolineare il fatto che in questo caso Microsoft è presa ad esempio, non è il male assoluto, e questo tipo di pratiche sono all’ordine del giorno.

Certo che se la posta in gioco fosse più alta per giusto controvalore… :P

Edit: da leggere con attenzione il post di Casperize che ha provato di persona ad installare il software e ne da una interpretazione condivisibile.

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E’ nato!

No, non è il parto dell’anno, bensì un’altra amenità partorita dalla mia labile mente ( cit. sottotitolo del blog ):

Cercando ispirazione

il tumblr di Ispirazioni informatiche, una discarica di appunti e pensieri del sottoscritto. Correte ad iscrivervi al feed RSS.

Il format ovviamente è molto diverso da quello del blog, mi ci devo un po’ abituare, gli aggiornamenti saranno più frequenti e ricchi di boiate che non ho il coraggio di scrivere su questo spazio :D

Microsoft Nutella :)

Buona la Nutella vero? In fondo lo sanno tutti, che mondo sarebbe senza Nutella!

Quest’anno poi pure una bella confezione natalizia in edizione limitata per il 2008 che ho comprato per l’occasione

Nutella
^Il barattolo finisce sempre troppo presto^

Guardando la confezione però c’era qualcosa che non mi convinceva…sapevo che c’era ma non avevo focalizzato subito cosa fosse…voi non vedete nulla di strano a primo acchitto?

Poi una illuminazione, guardiamo un po’ più da vicino


Nutella_close_up
^Ci siete arrivati adesso?^

Ma certo, è proprio lui, il logo di Windows! Ma cosa ci fa sulla confezione della Nutella?

E’ sicuramente una mossa della Microsoft per accostare le caratteristiche di genuinità e familiarità che trasmette il marchio Nutella a quelle di Windows, al fine di migliorare il posizionamento del brand, conquistare nuove quote di mercato tra i bambini e farli crescere con questo messaggio subliminale in modo tale da convincere i genitori a comprare Vista e fidelizzarli sul lungo termine.

O dite che è solo un caso? :D

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Flash Player Update 3 per GNU/Linux provato su Ubuntu Gutsy

La nuova incarnazione del Flash player di Adobe, precedentemente conosciuta con il nome in codice di Moviestar, è stata recentemente rilasciata al pubblico nelle versioni per i maggiori sistemi operativi.

Dopo svariate delusioni questa è la prima volta che il plugin non crasha con frequenza sulla mia Ubuntu, eccezion fatta per il player contenuto nei repository ufficiali che non mi ha dato particolari grattacapi; certo i problemi permangono, uno su tutti l’elevata occupazione di risorse in termini di RAM e CPU, ma qualche passo avanti è stato certamente fatto.

Il mio consiglio è quello di fargli fare un giro

Scarica Adobe Flash Player Update 3

e testare il plugin personalmente. E’ buona norma disinstallare la versione già presente, nello specifico su Ubuntu se installata dai repository

sudo apt-get --purge remove flashplugin-nonfree

e dopo aver scompattato il file precedentemente scaricato, recarsi nella cartella di destinazione e lanciare da terminale

./flashplayer-installer

seguendo le istruzioni su schermo e lasciando i valori di default.

Edit: Esiste anche un pacchetto .deb creato da Treviño

Cosa salta subito all’occhio su GNU/Linux? Innanzitutto il supporto alla modalità fullscreen per la visione dei filmati a tutto schermo senza la necessità di aprire nuove finestre, utile soprattutto per il porno vista l’attuale scarsa qualità dei filmati su Youtube et similia; si registra inoltre l’allineamento dell’aspetto delle voci di menu contestuali al tema GTK utilizzato dal sistema, il che rende l’integrazione del player ancora maggiore; finalmente si ha accesso a quei siti che precedentemente erano inaccessibili o di cui non si sfruttavano a pieno le potenzialità in quanto richiedono una versione recente del plugin.

Cosa c’è invece di nuovo sotto il cofano? E’ una caratteristica che si aspettava da tempo, stiamo parlando del supporto al codec per l’alta definizione H.264 ( già usato su Blu-Ray Disc e HD DVD ) che dovrebbe portare ad un livello superiore la fruizione del video su internet imponendosi come standard per la codifica dei filmati.

Ma vediamoli questi video ad alta definizione! Adobe mette a disposizione una galleria di video per provare l’effetto HD sui nostri schermi ed è possibile scegliere tra 3 risoluzioni: 480p, 720p, 1080p.

Flash Player HD Video 2 Flash Player HD Video 1

^Clicca per ingrandire ed apprezzare la qualità delle immagini in fullscreen^

La visione 1080p non sono riuscito a provarla in tutta la sua grandiosità per via della risoluzione nativa del mio monitor.

Sbalorditivo. Tutta questa bellezza richiede però uno sforzo di calcolo non indifferente, i requisiti minimi consigliati da Adobe stessa non sono proprio minimi, ma soprattutto la quantità di banda necessaria è enorme, parliamo di filmati dalle dimensioni elevatissime se confrontati con gli attuali standard.

Purtroppo bisogna dire che facendo diverse prove le prestazioni su GNU/Linux, nel mio caso Ubuntu, sono nettamente inferiori a parità di macchina rispetto a quelle che ho riscontrato su Windows, confermando che c’è ancora parecchio da lavorare.

Inoltre esistono dei problemi di compatibilità per chi non usa Firefox come browser predefinito, preferendo magari Konqueror o Opera, sui quali l’ultima release non funziona correttamente.

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Google Earth su GNU/Linux e i driver ATi 8.40.4

Nonostante i driver ufficiali ATi per GNU/Linux siano arrivati alla versione 8.42.3, formalmente Catalyst 7.11, la versione consigliata dalla stessa casa produttrice è la 8.40.4 che sul mio sistema risulta più stabile e performante ed è per questo che continuo a consigliarla ed usarla.

Purtroppo però Google Earth non parte se abbiamo installato questi driver, rimane impallato sullo splash screen senza ritornare alcun errore anche se lanciato da terminale.

^Lo splash screen di Google Earth^

Ma allora come facciamo a mantenere i driver 8.40.4 e continuare ad usare il software di Big G?

Una soluzione esiste: è necessario recuperare il file libGL.so.1 dai driver precedenti e copiarlo nella cartella nella quale è installato Google Earth, quest’ultima varia a seconda del tipo di installazione ( pacchetto deb o bin installer ).

Scarica il file libGL.so.1

Fatto questo Google Earth riprenderà a funzionare regolarmente anche se potrebbe esserci qualche rallentamento soprattutto in presenza di edifici 3D.

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Gnome Do non è Quicksilver ma fa il suo sporco lavoro

Aggiornamento 09/06/2008

E’ uscita la nuova versione di Gnome Do 0.5, ricco di nuove funzioni. Le istruzioni per scaricarlo ed installarlo le trovate sul wiki ufficiale. Le considerazioni fatte nell’articolo sono ancora comunque valide.

Sotto prosegue l’articolo

Gnome Do prende spunto, come scritto dall’autore stesso, da QuickSilver e Gnome Launch Box per velocizzare e migliorare l’accesso alle varie applicazioni installate sul computer, compresi i tool di configurazione del sistema.

Come funziona? Semplicissimo. Una volta installato ( istruzioni per download ed installazione ) basterà premere la combinazione di tasti Logo di Windows¹ + Spazio per vedere apparire una piccola finestra a centro schermo dove potremo digitare il nome dell’applicazione che ci interessa lanciare; se sono presenti più alternative sarà necessario premere il tasto Freccia Giù per scorrere tra le altre possibilità.

gnome_do.jpg

Interessante la capacità di Gnome Do di ricercare tra i segnalibri di Firefox e oltremodo utile l’interazione con Rhythmbox, Pidgin e Evolution grazie all’installazione di plugin aggiuntivi.

Dopo averlo installato e provato per un po’ è diventato indispensabile, davvero.

Un video vale più di mille parole, ma andrebbe testato di persona per apprezzarne la validità

Piccola nota a margine, per il funzionamento è necessario aver installato Mono e Tomboy, qualcuno potrebbe storcere il naso all’idea.

¹Aspettando che il logo cambi in quest’altro.

Via | Compiler

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