Blogger tanti piccoli Corona in erba?

Interessante l’articolo pubblicato su Giornalettismo militante che riprende le parole del dottor Zygmunt Bauman (82 anni!), apparse sull’ultimo numero dell’allegato del Sole 24 ore, Nòva, e fa una disamina di alcune dichiarazioni dell’esimio studioso ( non sapevate chi fosse fino a 5 minuti fa, vero? Fate mea culpa! ) che farebbero gridare allo scandalo i più scafati blogger ed internet addicted.

I giudizi più duri riguardano il cosiddetto web 2.0 ed i blogger.

Tra tutte:

credo che l’unica funzione dei blog sia di consentire agli utenti di vedere celebrati se stessi e i propri interessi al pari dei ‘personaggi tv’, secondo i parametri con i quali obbligatoriamente oggi si misura la qualità e la rilevanza della realtà nel suo complesso

(qualche blogstar si sarà risentita? :D)

e definisce internet come luogo di solitudine, paura e narcisismo per sfuggire alla realtà, popolato da un nugolo di frustrati.

L’articolo merita di essere letto tutto, compresi i commenti, per farsi una idea diversa dalla solita solfa autoreferenziale sul mondo di internet ed in particolare dei blogger.

Che dite, sarà un po’ vero?

6 Commenti

  1. flashmotus scrive:

    ottima segnalazione, è un articolo che fa senz’altro riflettere. Inizio a farlo, lentamente, e ci aggiorniamo a tal proposito… ma è pur vero che non mi sento una blogostar e nè voglio esserlo in futuro, nell’USO del mezzo (il web), del sistema (il social network), cerco di creare una rete più ampia, senza confini, di relazioni professionali ed umane. Ma giuro che ogni volta che esco di casa, sono pronto a socializzare con chiunque incrocia il mio cammino.

  2. terronista scrive:

    Credo che Bauman abbia un pò generalizzato per i miei gusti. In parte, quello che ha detto, può essere anche vero, ma non mi pare giusto sottolineare con tanta forza solo i difetti della rete. Ci sono, e sono molti, tanti aspetti positi della rete in generale, dei social network e del mondo dei blog. Ma anche per il lato positivo, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Resto comunque fortemente convinto che questo pessimismo attorno alla rete non è per niente giusto, ne tantomeno costruttivo.

  3. Ispirato scrive:

    Belle le parole di flashmotus, l’allargamento dei confini della conoscenza e delle reti di persone era impensabile ai livelli attuali prima dell’avvento di internet. I blog non sono altro che uno dei tanti strumenti che abbiamo a disposizione. I barcamp secondo me sono l’espressione più alta di questo concetto, per portare al di fuori del virtuale l’esperienza di aggragazione. L’unica differenza è che io voglio essere una blogstar :D

    E’ anche vero che le provocazioni di Bauman riflettono sicuramente lo stato di una parte della rete, ma le generalizzazioni sono ovviamente da evitare. La società di oggi non lascia scampo a coloro i quali non riescono ad adattarsi ai suoi cambiamenti ed internet è un ottimo rifugio, meglio dell’alcol o della droga in ogni caso.

  4. michele scrive:

    studio Bauman da ormai tre anni e queste sue parole non fanno che alimentare la mia antipatia per lui! A parte gli scherzi, ci sarà sicuramente un fondo di verità nelle sue parole, ma è comunque una generalizzazione troppo spietata: ma si sa, i sociologi hanno questo limite…

  5. Mushin scrive:

    Bauman ha avuto la capacità di anticipare molti sociologi su tematiche di frontiera. Ma è di un’altra generazione, e non vive i fenomeni sociali che analizza, per cui spesso ormai prende cantonate colossali…

  6. Socioweb scrive:

    Penso abbia ragione, so che è una contraddizione ma il discorso è più metaforico che realmente contro il bloggismo. Non siamo troppo spesso portatori di consumismo? E quanto nei nostri blog ci rifacciamo più alla tecnologia e quindi al progresso e quindi alla società attuale come migliore dei mondi possibile?

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