L’Italia non è la Finlandia

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Recentemente sono due gli episodi, collegati tra loro da una simile sorte ma profondamente differenti nei contenuti, che sono stati portati agli onori della cronaca:

Per quanto riguarda Pretofilia, il videogame è stato giudicato legale in America, dunque è tornato online praticamente subito (anche se erano stati gli stessi autori a toglierlo dalla circolazione per evitare guai), come anche il sito-burla su Volontè, mentre il filmato che riguarda Emilio Fede è pubblicato su Youtube e la polizia non è potuta intervenire al riguardo e dunque anch’esso è online a dispetto del blog di Ricca, i cui aggiornamenti invece sono bloccati ed i post, con relativi commenti, cancellati.

Filo spinato

I file del videogioco e del video si sono salvati esclusivamente perchè risiedono su server stranieri, fossero stati in Italia sarebbero già stati eliminati.

La cosa più interessante è stata la reazione della Rete: sono nati come funghi nuovi mirror (link alternativi per il download dei file) e link alla cache di Google, moltissimi blog hanno parlato dei suddetti fatti con toni durissimi, la voce si è alzata ed ha creato un gran polverone per portare l’attenzione su ciò che l’informazione tradizionale non tratta minimamente e sulle ingiustizie compiute dallo Stato.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=5KbGNQwO7es]

Nel video le provocazioni verso Fede e lo sputo di quest’ultimo

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=_XiCi3sqxjE]

Il caso Europa7

Ma quella che è stata lesa è sia la libertà di parola che la libertà di stampa, due concetti differenti, pur essendo uno diretta conseguenza dell’altro. Facendo finta che la libera informazione esista ancora in Italia (esiste, esiste davvero per fortuna), ci stiamo dirigendo verso qualcosa di peggiore, quanto meno sul lungo termine?

Voglio sottolineare che questa non è una apologia verso Ricca, di cui non condivido i metodi nè molte delle sue idee, ma una riflessione più generale.

Riprendo un commento che ho postato io stesso sul blog del terronista:

Non mi indigno tanto (anche) per la censura applicata, che in alcuni casi è lesiva della libertà di parola (quest’ultima latitante nel nostro democratico stato), ma contemporaneamente strumento legittimo per la difesa dei proprio diritti (se usata nella maniera corretta), quanto per il modo in cui ultimamente queste situazioni vengono gestite, riferendomi in particolare ad Internet.

Chi ha una certa influenza (ultimi esempi: Vaticano e Fede) ha il potere di “convincere” le forze dell’ordine a tappare preventivamente la bocca a chi pubblica su internet cose scomode, bloccandolo senza usare mezzi termini, con una celerità incredibile e senza il rispetto dovuto ad un cittadino che sta esercitando un suo diritto e che se prima non giudicato da un organo competente si assume sia innocente.

Per fortuna Internet non è governata dalle stesse regole (ma ci stanno tentando in tutti i modi) della carta stampata e non è semplice insabbiare qualcosa che si vorrebe cancellare. Internet e i suoi utenti non dimenticano.

Per adesso nella classifica di FreedomHouse riferita al 2007, fresca fresca di tiratura, siamo ancora considerati come paese libero, sicuramente ce la passiamo meglio di tanti altri stati, ma per quanto riguarda la libertà di stampa prima è la Finlandia mentre noi siamo penultimi in Europa, 24esimi su 25 (ultima è la Turchia -.-) e 61esimi nel mondo, appaiati tra gli altri con Israele e Capo Verde.

Hanno tutti le mani in pasta.

La direzione che il nostro paese sta prendendo non mi piace affatto, mi sento soffocato.

EDIT 17/07/2007: Ulteriori dettagli tecnici sullo svolgimento della vicenda Ricca sul blog di Pseudotecnico

http://www.pseudotecnico.org/blog/2007/07/13/a-proposito-di-piero-ricca/

http://www.pseudotecnico.org/blog/2007/07/14/precisazioni-su-piero-ricca/

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4 Commenti

  1. carmelo scrive:
    Unknown Unknown Unknown Unknown

    La mia amata Polonia e’ piu avanti della mia amata Italia… la differenza pero’ e’ sotto gli occhi di tutti… fino al 90 (teoricamente ma non praticamente, ahime) ricorderete tutti in che condizione fosse la Polonia sotto ogni aspetto… In pochi anni e’ riuscita laddove altri stati non sono riusciti…(ricordiamo che adesso ci sono gli ulraconservatori Katzynski al potere) mi rammarica che l’ Italia sia rimasta li dov e’ in quella classifica…avrei voluto essere al posto magari dell Islanda… ma secondo me piu che di liberta’ di stampa noi soffriamo di qualita’ di stampa…qualita’ dettata da ordini precostituiti che provengono spesso dai Palazzi del potere,,,ahime…

  2. Ispirato scrive:
    Unknown Unknown Unknown Unknown

    Come non essere d’accordo con la tua riflessione. Quello che mi rattrista è proprio la scarsità di informazione di qualità, pilotata spesso e volentieri dai padroni della carta stampata o delle televisioni, quegli stessi uomini al potere che dovrebbero essere i nostri rappresentanti.

    Hanno tutti le mani in pasta, ribadisco.

  3. Unknown Unknown

    [...] a lui sgraditi e che viene ripagato dai Pasquini della rete con un certo numero di ringraziamenti (qui, qui e qui) e tentativi riusciti di imitazione, dopo di lui tocca al nostro ministro di Giustizia, [...]

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