La carta di credito amica di GNU/Linux

Ed eccola qui a lato in tutto il suo splendore, la The Linux Fund Visa. A parte la magnificenza di avere Tux stampato in bella vista, è degno di nota il fatto che, ogni volta che viene effettuato un pagamento attraverso la carta, una cifra che varia a seconda del profilo scelto viene donata a The Linux Fund il quale provvederà ad utilizzarla per finanziare alcuni dei progetti Open Source che hanno bisogno di fondi. Per il resto ci sono tutti i servizi che offre una normale carta di credito.

La lista dei lavori finanziati aggiornata al 2006 permette di convincersi che sono soldi spesi bene, peccato sia possibile richiederla solo negli USA.

Il fondo, nato nel 1999, rinnova la propria offerta per riuscire ad attrarre nuovi clienti e così supportare al meglio la propria causa.

Via crisis

Università di Catania e gli accordi di fornitura con Microsoft

Recentemente l’Università di Catania ha stipulato un contratto di fornitura/aggiornamento del proprio parco software con Microsoft, denominato Microsoft Campus Agreement

Come è possibile vedere dalle slide sopra riportate, si prevedono di risparmiare parecchie migliaia di euro adottando il programma di noleggio dietro corresponsione di un canone, calcolato in base al numero di dipendenti che accumulano più di 200 ore di lavoro l’anno. Nell’accordo vi è anche l’opzione Work at Home che permette l’installazione degli stessi software utilizzati al lavoro sui personal computer di proprietà dei dipendenti.

Bello, bellissimo…

C’è qualcosa però che non mi convince del tutto:

  • I soldi che sono stati risparmiati, saranno solamente dei tagli oppure verranno reinvestiti in qualcosa di concretamente utile per l’università?
  • Perchè non utilizzare per l’amministrazione software open source gratuito, pagando magari un contratto per il supporto? Ovviamente la convenienza va valutata tenendo conto di tempi e costi per la conversione dei dati, per l’apprendimento del personale e tutto ciò che è correlato ad un cambio di architettura. Si potrebbe iniziare con il mantenere Windows e migrare verso applicativi open per poi infine cambiare anche il sistema operativo con una alternativa libera ed in genere meno costosa a lungo termine, al fine di garantire coerenza e stabilità all’interno della rete.
  • Su questa falsa riga si potrebbe rendere disponibile il software a studenti e dipendenti senza restrizione alcuna nel numero e nel tipo di utilizzo (vedi punto successivo)
  • Il contratto in questione non mi è chiaro sui costi a lungo termine del supporto e comporta restrizioni sulle modalità di utilizzo del software, imponendo alcune condizioni che l’utente dovrebbe autoimporsi, vincoli legittimamente da rispettare una volta che si sono accettati i termini della licenza.

Questo mio articolo non ha l’intento di essere una apologia del software libero nè voglio mettere al rogo Microsoft, ma vorrei solo capire se ci si sta muovendo nella direzione giusta.

Per chi fosse interessato può leggere per intero la guida alla sottoscrizione di Campus Agreement ( sono poche pagine ) e la pagina dell’annuncio sul sito dell’ateneo e magari trarne un giudizio per cercare di capire se è conveniente o meno per una università adottare tale soluzione.

Io non credo di avere tutti i dati necessari a disposizione e competenze approfondite per poter trarre delle conclusioni obiettive, ma sono convinto che in qualsiasi amministrazione pubblica l’utilizzo di software propietario sia uno spreco indicibile ed una mancanza di rispetto verso i cittadini che devono avere a che fare con degli applicativi di cui non si conosce il funzionamento interno e che conservano i dati sensibili di ognuno di noi.

Ubuntu Live, importante evento per la distribuzione umana

In queste ore si sta svolgendo a Portland il primo Ubuntu Live, un evento atto a definire e ad esaminare i vari aspetti che coinvolgono la distribuzione sudafricana che in questi ultimi anni ha raggiunto una popolarità importante.

Per seguire l’evento passo passo voglio segnalare due fonti:

  • La fonte ufficiale, curata da O’Reilly.
  • Il blog di Simone Brunozzi, Ubuntista, che blogga in diretta offrendo una bella testimonianza su ciò che sta accadendo alle conferenze ed offre una cronologia dei giorni precedenti.

Per saperne di più consultate la pagina di about su ubuntulive.com

Il cabinato da sala giochi di Tux Racer avvistato in giro per il mondo

Non pensavo esistesse il cabinato di Tux Racer, adesso diventato Planet Penguin Racer ma che cambierà ancora nome in Extreme Tux Racer ( l’annuncio sul forum del progetto). Che spasso.


Avvistato rispettivamente a Disney World, Las Vegas ed aeroporto di Glasgow

Chissà in quanti altri luoghi si troverà l’amato gioco. Uff ne voglio uno anche io!

Il film più bello di tutti i tempi ;)

GNU/Linux Revolution locandina
^Clicca per ingrandire la locandina^

GNU/Linux: The software revolution.

Adorabili protagonisti, la migliore regia possibile, il miglior cast immaginabile, la storia più bella mai raccontata.

In proiezione nei migliori pc e server del mondo.

E’ disponibile una versione della locandina VERAMENTE grande per apprezzarne al meglio anche i più piccoli dettagli ed ovviamente il sorgente.

Studio Aperto: il ballo dell’estate 2007 sull’onda del ridicolo.

Prendendo spunto dal profondo odio di Fedro per il festivalbar, ho deciso di mostrarvi il vero tormentone dell’estate, proposto in un fantasmagorico servizio di quella che è ormai la costola ufficiale di Verissimo, ovvero Studio Aperto.

Quell’accozzaglia di aggraziati movimenti prende il nome di Ballo della proboscide, creato nientepopodimenoche da Brian Bullard (from Brian and Garrison), ed elevato al rango di nuovo linguaggio per comunicare in discoteca quando la musica è troppo alta, come egli stesso ammette in un altro contributo e già ribadito nella clip precedente.

Non pensavo che si potesse scendere così in basso, e dire che il fondo è stato più volte toccato.
Ma vaffanculo ( ormai è stato sdoganato, posso permettermelo) ad entrambi.
P.s. Come vedi, Fedro, c’è di peggio :D