Microsoft vs GNU/Linux. Can che abbaia non morde?
Prendo spunto da un articolo apparso sul network di CNN per fare alcune riflessioni sulle ultime dichiarazioni di alcuni pezzi grossi di Microsoft. Il contenuto è chiaro: secondo la madre di Windows, GNU/Linux violerebbe la bellezza di 235 brevetti ( non sembrerebbe ma in confronto ad altri casi di violazioni è un numero aberrante) e quindi si troverebbe in una posizione di illegalità.
Non so perchè ho una sensazione di deja-vù.
Queste stesse parole furono pronunciate tempo addietro da SCO che, una volta fallita come distributore di software, ha tentato di far fruttare il suo parco brevetti per richiedere licenze a destra e a manca, insinuando che in alcune parti di Linux (in particolare le “versioni IBM”) fossero state copiate dal suo Unix System V. Fu mostrato anche del codice che tuttavia dimostrò solamente che le tanto decantate violazioni non sussistevano e piano piano il caso si sgonfiò.
Adesso è Microsoft a minacciare il software libero con le sue accuse (adesso in maniera più esplicita che mai), tentando così di ottenere partnership commerciali e riscuotere il pagamento di royalties alla stessa stregua di SCO (peraltro finanziata dalla stessa Microsoft nella sua battaglia).
I primi risultati sono stati ottenuti siglando patti di cross-licensing con Novell, Dell, Samsung e Wal-mart

^Ballmer applaude l’accordo con Novell
Questo dimostra solo una cosa: GNU/Linux comincia ad essere considerato un reale concorrente a cui tarpare immediatamente le ali prima che possa diffondersi in maniera significativa, così da far vacillare un monopolio non di nome tuttavia di fatto.
Se Microsoft dovesse perdurare nelle sue affermazioni potrebbe scatenarsi una sorta di guerra fredda, visto che gli attori che stanno dall’altra parte della barricata ( Sony, Philips, NEC, RedHat, IBM…) non starebbero di certo a guardare, potendo minacciare Microsoft con la stessa moneta vista l’incertezza che caratterizza i brevetti sul software.
Dubito che la casa di Redmond voglia correre il rischio di gettarsi in una causa in tribunale, ne perderebbe sicuramente in immagine e in potenziali collaborazioni con aziende che fanno del software libero un business, rischiando di compromettere la propria posizione dominante.
Inoltre il codice incriminato non è stato ancora svelato, ma attendiamo gli sviluppi per pronunciarci in merito.
Ormai non è più Davide contro Golia, ma una guerra tra Titani.












